La tecnologia italiana dei “Centauro” piace all’esercito russo

La Russia sta testando da alcuni giorni due carri armati “Centauro” di ultima generazione, con cannoni calibro 105-mm e 125-mm, entrambi prodotti dalla Oto-Melara, società del gruppo Finmeccanica, Altri due modelli, con cannoni da 120-mm e 30-mm, saranno invece testati entro le prossime sei settimane. I test dovrebbero concludersi a fine 2012, dopo di che Mosca potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di una joint-venture tra l’azienda di motoristica pesante Kamaz e la Oto-Melara, che fornirebbe il know-how. La Federazione Russa infatti sarebbe interessata a costruire tank made in Russia sulla base della tecnologia italiana in dotazione ai Centauro, carri armati che uniscono la forza d’urto di un normale tank alla manovrabilità di un autoblindo, grazie alle otto ruote gommate su cui poggia una mini-fortezza da 24 tonnellate, capace di trasportare fino a quattro passeggeri.
Si tratterebbe del secondo importante accordo italo-russo in ambito strategico-militare siglato nel giro di un anno: nello scorso dicembre il Ministero della Difesa russo ha firmato un accordo con la IVECO per realizzare in Russia una linea di assemblaggio di veicoli tattici LMV M65, meglio noti come “Lince”, già impiegati in Iraq ed in Afghanistan dalle forze NATO, e considerati dai russi un ottimo mezzo per garantire agli equipaggi un alto livello di protezione dalle mine anticarro.