Gasdotto South Stream, l’Italia sarà servita per ultima?

La Mitteleuropa e i Balcani saranno le prime regioni d’Europa ad essere servite dal nuovo gasdotto South Stream, l’imponente infrastruttura che dalla seconda metà del decennio trasporterà il gas russo direttamente nei paesi dell’Ue, e che la russa Gazprom costruirà con la collaborazione dell’italiana Eni, della tedesca Wintershall e della francese Edf. L’annuncio arriva dall’Amministratore Delegato dell’Eni Paolo Scaroni: “Con Gazprom abbiamo trovato un accordo che stabilisce che il braccio diretto all’Italia meridionale sarà costruito appena completato quello diretto verso l’Austria“, ha dichiarato alla stampa il numero uno della compagnia energetica italiana, in possesso del 20% dell’opera, quota evidentemente non sufficiente a garantire che l’Italia possa essere tra i primi a beneficiare della nuova infrastruttura. I lavori per la costruzione del gasdotto inizieranno nel prossimo mese di dicembre e dovrebbero durare fino al 2018, anche se la Russia conta di completare il braccio settentrionale per il 2015, attraverso il quale dovrebbe iniziare a viaggiare il gas diretto verso l’Austria.

Sembra dunque cadere l’ipotesi, circolata a fine 2011, di un “taglio” del ramo meridionale del gasdotto, dovuto ad una modifica del progetto originario imposta per evitare un’eccessiva promiscuità con il gasdotto Nabucco, che l’Ue inaugurerà nel 2014 e che transiterà proprio nell’Europa balcanica.

Con South Stream Mosca intende garantire la sicurezza delle proprie forniture energetiche all’Europa, ed eliminare così per sempre i rischi di blocco del flusso per colpa dei “furti di gas” messi in atto negli ultimi anni da Ucraina e Bielorussia. Gazprom infatti non intende più rimetterci economicamente a causa della mancata consegna della propria merce, e per questo, nel 2011, la Russia aveva addirittura offerto all’Ucraina uno sconto sulle forniture di gas in cambio della cessione dell’intera rete dei suoi gasdotti.

Annunci