Grandi manovre all’interno del centrosinistra russo

Per rivitalizzare una Sinistra in cerca d’identità è dovuto intervenire un signore ottantunenne, dal nome altisonante: Mikhail Gorbaciov, che negli ultimi anni ha assunto spesso posizioni molto critiche verso l’attuale leadership russa guidata da Vladimir Putin. L’ex presidente sovietico e Nobel per la Pace è pronto a tornare in politica, ridestando quel Partito Socialdemocratico Russo di cui fu a capo tra il 2001 e il 2004: “C’è una grande confusione nelle strutture dei partiti di sinistra e un nuovo partito d’ispirazione socialdemocratica potrebbe riunire fazioni politiche oggi distanti tra di loro”, – ha dichiarato l’uomo della perestrojka all’agenzia Interfax, dicendosi pronto a giocare un ruolo attivo nella formazione di una nuova forza nella sinistra russa. Di cui però non ne sarà il leader: “Gorbaciov intende solo partecipare in modo attivamente alla  costituzione del nuovo partito”, ha specificato il suo portavoce Poljakov.

Intanto, in attesa che la Duma approvi norme più semplici per la creazione di nuovi partiti politici, anche gli altri leader dell’opposizione di sinistra sono in fermento. All’inizio della settimana il Fronte di Sinistra e Russia Giusta hanno annunciato il progetto di dar vita all’Unione Socialdemocratica, un movimento politico orientato alla lotta alla corruzione e alla povertà, attraverso un rilancio delle politiche sociali, di cui in Russia c’è grande richiesta: un recente sondaggio dell’Istituto Levada ha rivelato che il 21% dei russi vorrebbe vivere sotto un governo socialista, che il 27% ritiene il quello sovietico il migliore sistema politico nella storia del Paese e che il 49% vede l’economia pianificata come una benedizione.

Nostalgia del comunismo dettata dall’ampio divario sociale che caratterizza la Russia di oggi, ma nessuno schieramento capace di accedere a questo consistente serbatoio di voti: ne sa qualcosa il Partito Comunista, che ha visto un quarto dei suoi elettori scegliere Putin, piuttosto che Zjuganov, come presidente, perchè dava maggiori garanzie rispetto agli altri candidati.

L’ipotesi di un’alleanza tra forze di sinistra era già emersa durante la campagna elettorale: era stato il leader di Russia Giusta Sergej Mironov a proporre un asse tra il suo partito e i comunisti, che nella condivisa visione socialista hanno il loro comun denominatore per una futura cooperazione.

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