Presidenziali Russia: Vladimir Putin eletto al primo turno

Nessuna sorpresa dalle elezioni presidenziali russe: dai primi exit poll diffusi dall’emittente all-news Rossija 24, Putin conquista il Cremlino già al primo turno, con un consenso del 61,8% dei voti. Battuti dunque il leader comunista Zjuganov, che ottiene il 17,9% dei voti, il nazionalista Zhirinovskij che si ferma all’8%, il liberale Mikhail Prokhorov (7,5%), candidato indipendente e Sergej Mironov (3,6%), candidato dai socialdemocratici di Russia Giusta. Alle elezioni di quattro anni fa Medvedev si impose con il 70% circa dei voti, anche se in quell’occasione era supportato anche da Russia Giusta.

Anche le proiezioni confermano sostanzialmente il dato: la Commissione Elettorale Centrale ha comunicato che, quando sono state ormai scrutinati quasi la metà delle schede, Putin è saldamente in testa con il 63,9% dei consensi, seguito a distanza da Zjuganov con il 17,2%. A sorpresa, Prokhorov con il 7% scavalca Zhirinovskij fermo al 6,8, mentre Mironov si conferma al 3,6%.

Spicca tuttavia il dato relativo alla bassa affluenza alle urne, calata rispetto alle Politiche di dicembre, con appena il 58% degli aventi diritto che oggi si è recato a votare. Si tratta di un chiaro segnale di disaffezione verso la politica che il neoeletto presidente dovrà tenere in debita considerazione, come pure le opposizioni e soprattutto i movimenti della piazza dovranno ora interrogarsi sul loro futuro: la doppia tornata elettorale legislative-presidenziali ha mostrato che Putin ha vinto più per l’assenza di una reale alternativa, che per il suo programma elettorale.

L’opposizione ora ha sei anni di tempo per riorganizzarsi, e soprattutto per portare la sua politica dalle piazze ai palazzi del potere, attraverso un leader carismatico che, al momento, ancora le manca.

Le operazioni di voto sembrano essersi svolte regolarmente: gli osservatori internazionali presenti nel Paese al momento confermano di non aver riscontrato violazioni nei seggi. Sembra dunque aver funzionato la rete di monitoraggio via internet allestita per consentire a chiunque di vigilare sulla regolarità della consultazione: la Commissione Elettorale Centrale ha annunciato di aver sospeso lo scrutinio e avviato verifiche in un seggio del Daghestan, dopo che una delle webcam installate aveva ripreso un tentativo di manipolazione delle schede.

ZJUGANOV: VOTO TRUCCATO. Nonostante i riscontri positivi degli osservatori, il leader comunista Zjuganov definisce le elezioni “tutt’altro che regolari e trasparenti”. Alla domanda di un giornalista, che gli chiedeva se avrebbe chiamato Putin per congratularsi, ha risposto: “Non devo fare i complimenti a nessuno”.

PUTIN: ABBIAMO VINTO IN MODO ONESTO. Il grande vincitore delle elezioni si è presentato raggiante, accompagnato da Medvedev, ai suoi sostenitori che l’aspettavano sulla Piazza del Maneggio. “Vi avevo detto che avremmo vinto questa sfida – ha esordito Putin, tradendo nella voce un’emozione decisamente inedita – e lo abbiamo fatto in modo onesto e regolare”. Il neo-presidente ha quindi invitato tutti, rivolgendosi soprattutto ai suoi contestatori, a restare uniti per salvaguardare gli interessi della Russia.

PROKHOROV: AVANTI CON LE RIFORME. “Spero che Putin vada avanti con le riforme politche ma soprattutto economiche”, ha dichiarato Mikhail Prokhorov, che apre ad una possibile collaborazione: “Sono pronto a lavorare per rendere la società più moderna e liberale – ha aggiunto Prokhorov -, perchè il Paese deve diventare più competitivo, per sopravvivere a questi difficili tempi di crisi”.

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