Presidenziali, Putin sposa la piazza. E il consenso sale

Oltre 130mila persone hanno riempito oggi lo Stadio Luzhniki di Mosca per un megaraduno elettorale promosso a sostegno di Vladimir Putin: un evento tipico delle convention che precedono le elezioni presidenziali americane, ma del tutto inedito alle latitudini russe. Un netto cambio di passo della campagna elettorale del candidato di Russia Unita, che nei suoi dodici anni di potere ha scavato una sorta di fossato tra il Cremlino e il Paese, praticamente ponendo l’opinione pubblica fuori dalle mura che circondano il cuore del potere russo.

A Mosca si dice che esista un “contratto sociale” tra Putin e i russi, che per anni hanno accettato di restarsene ai margini della cosa pubblica in cambio di ordine, stabilità politica e crescita economica. Un accordo tacito, che però è stato rescisso unilateralmente dall’elettorato dopo le elezioni politiche del 4 dicembre: indipendentemente dall’obiettivo della protesta (corruzione, diseguaglianza sociale, brogli elettorali) e dalla vera o presunta influenza di forze straniere, è innegabile che in questi ultimi tre mesi russi hanno acquisito consapevolezza del loro ruolo all’interno della democrazia russa e hanno capito che l’epoca dell’ignavia è ormai finita. E così stavolta, invece di restare alla finestra a guardare cosa succede in strada, hanno deciso di scendere direttamente in strada.

Da statista navigato, Putin non poteva ignorare il fenomeno politico del momento, ovvero la “piazza”: un fenomeno certo non effimero, piuttosto capace di portare consensi. E così è arrivato il cambio di passo: non più attacchi contro la politica fatta con le manifestazioni, ma adozione della stessa logica della “piazza”, ovviamente adattata a proprio vantaggio. Prima del bagno di folla al Luzhniki, in settimana il candidato presidente aveva già partecipato alla manifestazione a suo sostegno per le vie di Mosca: presentandosi in una veste meno divina e più umana, in vista delle ultime due settimane di campagna elettorale Putin punta a mostrarsi come un politico in grado di dare alle masse ciò che le masse gli chiedono, ovvero la possibilità di “partecipare”.

In sostanza, il premier russo ha cominciato a solcare le orme dei suoi contendenti, con la differenza di poter disporre di fondi e mezzi in grado di garantirgli un sicuro ritorno in fatto di consensi: non è un caso perciò che gli ultimi sondaggi diano il gradimento di Putin in crescita, tanto che l’ipotesi di un ballottaggio sembra più lontana rispetto a un mese fa. Ma un elettorato che sta maturando, o è già maturo, è anche capace di gestire il proprio consenso verso i politici: per questo Putin non può commettere l’errore di ritardare o bloccare le riforme che le masse gli chiedono, perchè, se lo facesse, ciò potrebbe costargli parecchio in termini di consenso.

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