“Eco di Mosca” sarà ancora una radio indipendente?

Da oltre vent’anni è unanimemente riconosciuta come la voce critica della Russia: parliamo di Radio Ekho Moskvy (Eco di Mosca), primo caso di emittenza radiofonica libera in Urss e successivamente  punto di riferimento per chi, in Russia, era alla ricerca di informazioni non manipolate. Un’autorevolezza mai scalfita, nemmeno dalle critiche di chi l’accusava di aver perso la sua indipendenza  da quando il suo principale azionista è diventata Gazprom Media, la divisione editoriale del colosso energetico legato mani e piedi con il Cremlino. Tuttavia, gli ultimi sono stati giorni molto travagliati per la radio: dopo che, martedì scorso, il direttore responsabile Aleksej Venediktov aveva annunciato che l’editore era in procinto di attuare una ristrutturazione all’interno del CdA dell’emittente, Gazprom Media si è vista costretta ad emettere tempestivamente un comunicato stampa, per rassicurare che la linea editoriale di Ekho Moskvy non cambierà.

La holding editoriale della Gazprom detiene il 66% del pacchetto azionario della radio, e sulla base di ciò può quindi far valere il proprio diritto di modificare la composizione dell’attuale Consiglio di Amministrazione, oggi formato da quattro membri nominati da Gazprom Media, tre dallo staff della radio e tre indipendenti, in modo da rispecchiare la composizione dell’azionariato. Le nuove nomine, che – si legge nel comunicato – verranno effettuate nel pieno rispetto della linea editoriale indipendente che ha caratterizzato le trasmissioni di Radio Ekho Moskvy, dovrebbero avvenire entro il 29 marzo prossimo: per quella data il numero dei consiglieri di nomina-Gazprom dovrebbe salire a sei.

Lo scorso mese il presidente Dmitrij Medvedev aveva sollecitato una riforma del sistema radio-televisivo nazionale: “Troppi media dipendono dai contributi di Stato – aveva dichiarato Medvedev -, dobbiamo lavorare perchè in futuro possano utilizzare fonti di finanziamento indipendenti e non provenienti da potentati economici” .

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