Siria, spiragli di pace dopo la missione russa

Il ministro russo Sergej Lavrov

Il presidente siriano Bashar al-Assad sarebbe d’accordo ad aprire un canale di dialogo con le forze che compongono il Consiglio Nazionale Siriano: è quanto emerge dopo l’incontro avuto oggi dal rais di Damasco con il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov e il capo del SVR (i servizi segreti russi operanti all’estero) Mikhail Fradkov. Al termine del vertice, il capo della diplomazia di Mosca ha ribadito la volontà di Assad di fermare la violenza nel Paese e la sua disponibilità ad uscire dalla crisi attraverso una roadmap approntata dalla Lega Araba, che era in parte compresa anche nella risoluzione Onu respinta sabato scorso per il veto posto dalla Russia e dalla Cina.

Il governo di Damasco inoltre sarebbe prossimo ad annunciare un referendum per adottare una nuova Costituzione in cui verrà sancito l’abbandono del monopartitismo: la bozza sarà presto pubblicata sui giornali e sui siti internet siriani per portarla a conoscenza della popolazione, che, stando a  quanto riferito da Assad a Lavrov, dovrebbe essere chiamata a pronunciarsi sulla nuova Carta entro marzo. Mosca ha quindi ottenuto da Damasco l’impegno a convocare per maggio le prime elezioni parlamentari multipartitiche, che saranno tenute con le nuove norme previste dalla Costituzione appena approvata.

Oltre a questo accordo, Lavrov ha lasciato Damasco con l’impegno di Assad a porre fine alle violenze, ad intavolare, sotto l’egida russa, trattative con il Consiglio Nazionale Siriano, e a rispettare il piano di pace proposto dalla Lega Araba, che invierà in Siria propri osservatori internazionali.

L’opposizione siriana, dal canto suo, non ha posto obiezioni al ruolo di mediatore svolto dalla Russia: “Noi abbiamo bisogno di tutto l’aiuto possibile –  si legge in un comunicato emanato dallo stesso Consiglio – e dati i buoni rapporti che ha con la Siria, Mosca ha buone possibilità di riuscire nel suo ruolo di mediatore. Se i russi presenteranno una roadmap per incoraggiare il dialogo, tutti i gruppi d’opposizione la rispetteranno, ma nessuno si impegnerà in colloqui che verranno tenuti solo per il piacere di chiacchierare”.

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