Medvedev preme per una riforma del sistema radio-TV

Dmitrij Medvedev torna a parlare del futuro dell’emittenza televisiva russa, e lo fa toccando un nervo scoperto, ovvero il modo in cui le Tv nazionali hanno “coperto” le elezioni politiche di dicembre. Il presidente non ha negato l’esistenza di forme di censura, anzi ne ha attribuito la causa all’ancor forte presenza dello Stato nei media radio-televisivi. “Che si tratti di emittenza a copertura federale o locale, lo Stato nella maggior parte del mondo tende a politicizzare le Tv pubbliche”, ha dichiarato in occasione di un incontro con gli studenti della MGU, l’Università Statale di Mosca. Per far fronte a questa ingombrante presenza che, appunto, si tramuta spesso in censura, la soluzione passa attraverso una riforma epocale del mercato televisivo: “Abbiamo troppi media sotto il controllo statale, – sottolinea Medvedev – per di più accanto alla Televisione di Stato opera la NTV, emittente formalmente privata, ma controllata dalla Gazprom, che è un’azienda statale. Per questo, bisogna rilanciare l’idea di una nuova televisione pubblica, ma la questione è capire su quali basi fondarla”.

Il problema è, tanto per cambiare, di natura economica: “Dovremmo stabilire fonti di finanziamento diverse, non statali, e stiamo già lavorando perchè la Tv adoperi fonti di finanziamento indipendenti”, ha dichiarato il presidente russo, che però allontana l’idea di utilizzare capitali provenienti da lobby e potentati economici: “Non ci sarà spazio per il denaro degli oligarchi”.

Lo scorso 22 dicembre Medvedev aveva parlato dei problemi dell’emittenza tv russa nel messaggio annuale al Consiglio della Federazione, proponendo di riorganizzare i canali pubblici su base locale. Nel mese di luglio il presidente aveva ipotizzato un sistema televisivo finanziato solo dalla raccolta pubblicitaria: “Se un’emittente riceve sostegni finanziari da un qualsiasi ente, pubblico o privato, finisce prima o poi per diventarne schiava”.

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