Assassinio Politkovskaja, il killer era una donna?

Anna Politkovskaja

Le indagini per l’assassinio di Anna Politkovskaja rischiano seriamente di ripartire da zero: il legale di Rustam Makhmudov, il ceceno in carcere con l’accusa di aver materialmente compiuto il delitto, ha annunciato che il DNA ritrovato sulla pistola usata per uccidere la giornalista della Novaja Gazeta non apparterrebbe al suo assistito. La prova sarebbe contenuta in un referto, non ancora reso pubblico, stilato dagli esperti del Centro per gli Esami Forensi del Ministero della Giustizia (una sorta del nostro RIS): dalle analisi emergerebbe infatti che il DNA estratto da tracce di sudore presenti sull’arma non solo non coinciderebbe con quello di Makhmudov, ma addirittura conterrebbe caratteristiche di un individuo di genere femminile.

Questo risultato si avvicina molto a quanto la difesa di Makhmudov ha sempre asserito, ovvero che la prova-DNA, su cui si regge l’impianto accusatorio, sarebbe fasulla: “E’ stato chiaro fin da subito che quel DNA non era di Makhudov – ha dichiarato all’agenzia Interfax il suo avvocato Murad Musaev – poichè dagli esiti delle precedenti analisi non si riuscì a dimostrare se questo appartenesse realmente ad un uomo” .  Ma di questi loro dubbi gli esperti non fecero menzione nel loro primo referto, eppure, sottolinea l’avvocato, si trattava di un particolare fondamentale, proprio perchè l’ultima immagine di Anna Politkovskaja in vita, ripresa da una telecamera di sorveglianza, mostra la giornalista seguita da una donna con lunghi capelli biondi.
Subito dopo il suo arresto, avvenuto in Cecenia lo scorso 31 maggio, il DNA di Makhmudov venne messo a confronto con quello ricavato dall’arma usata dal killer, e l’esito positivo sembrò finalmente dare un volto al killer di Anna Politkovskaja. Ma alla luce degli ultimi eventi, il miliziano ceceno potrebbe essere stato solo un capro espiatorio per chiudere un caso piuttosto imbarazzante per il Cremlino.

All’innocenza di Makhmudov la famiglia della giornalista uccisa non crede: “i killer professionisti rimuovono le loro tracce dalla pistola, e quel DNA potrebbe benissimo appartenere a una donna che ha maneggiato in passato l’arma”, è il secco commento del figlio della Politkovskaja, Jurij, secondo cui questa nuova prova non costituirà alcun punto di svolta nelle indagini, poichè ad inchiodare il presunto killer ceceno ci sarebbero altre prove schiaccianti.

Anna Politkovskaja venne assassinata nell’androne del suo palazzo il 7 ottobre 2006: dalle pagine del suo giornale aveva raccontato al mondo le atrocità della guerra in Cecenia, creandosi così molti nemici sia nel governo di Razman Kadyrov, sia tra i vertici militari del contingente russo.

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