“In Georgia gli Usa si preparano alla guerra all’Iran”

Saakhasvili con George W. Bush

George W. Bush con Saakashvili nel 2005

La politica infrastrutturale avviata in Georgia negli ultimi mesi avrebbe come main sponsor gli Stati Uniti: secondo quanto riportato dal settimanale Kviris Kronika, la costruzione dei nuovi ospedali che il presidente Mikeil Saakhašvili ha inaugurato negli ultimi mesi nel Paese sarebbe stata pagata da Washington, ma la filantropia non c’entrerebbe. La reale destinazione di quei nosocomi sarebbe militare, e il loro utilizzo sarebbe riservato ai soldati statunitensi in caso di una guerra contro l’Iran: “Si tratta di ospedali militari da venti posti letto, un progetto americano da 5 miliardi di dollari realizzato in vista di un conflitto con Teheran”, si legge nell’articolo.

La fonte di queste notizie non è certo un mitomane in cerca di notorietà, bensì una figura che in Georgia gode di grande autorevolezza: si tratta del professor Elizbar Javelidze, 73 anni, con alle spalle una brillante carriera di accademico delle Scienze, di scrittore e attivista per la difesa dei diritti umani presso il Consiglio d’Europa, oggi membro del Parlamento georgiano nelle file dell’opposizione al governo di Mikeil Saakhašvili. Secondo il professor Javelidze, questo progetto comprenderebbe nuovi aeroporti, alcuni già costruiti a tempo di record, una base sommergibili da realizzare sulla costa orientale del Mar Nero e una pista d’atterraggio segreta per droni allestita nel sud del paese, presso la città di Marenuli. L’imminente dispiegamento di truppe americane di stanza su suolo georgiano sarebbe inoltre confermato anche dalla costruzione di Lazika, una città militare che edificata dal nulla e che per Javelidze sarà messa a disposizione dei soldati Usa.

Tbilisi ribadisce che i nuovi ospedali (ben trenta inaugurati nel solo mese di dicembre e più di cento in costruzione) fanno solo parte di un piano per dotare le città di strutture mediche moderne. Lazika, invece, sarebbe un’idea dello stesso presidente Saakhašvili, e rappresenta un progetto urbanistico che porterà alla nascita della seconda città della Georgia, che nelle intenzioni del governo georgiano sarà il principale centro finanziario e commerciale dell’Ovest del paese. Un po’come fece negli anni Novanta il presidente kazakho Nazarbaev con la costruzione di Astana, dal 1997 nuova capitale del Kazakhastan.

L’opposizione però non ci crede, ed è in allarme per la possibilità che la Georgia possa essere trasformata nei prossimi mesi in una gigantesca base militare, da dove far partire gli attacchi contro il regime degli Ayatollah. A spaventare sono i missili a lunga gittata di cui Teheran è in possesso, mostrati con orgoglio proprio in questi giorni nelle esercitazioni a Hormuz: “Chi proteggerà la Georgia da un attacco missilistico contro le truppe Usa di stanza sul suo territorio?”, è la domanda che serpeggia in queste ore a Tbilisi e dintorni.

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