Tensione e scontri nel sud-ovest del Kazakhstan

Da venerdì scorso una serie di violenti tumulti si stanno verificando nella cittadina di Zhanaozen, nel Kazakhstan sud-occidentale, centro petrolifero del Paese. Gli incidenti, che hanno avuto inizio in occasione di un evento celebrativo per il ventennale dell’indipendenza dall’Urss, hanno finora provocato 13 morti e più di 80 feriti. Le notizie che giungono dal luogo degli scontri sono ancora frammentarie, tuttavia il giornale d’opposizione Respublika riferisce che tutto avrebbe avuto inizio da una vibrata protesta di alcuni dipendenti della compagnia petrolifera statale KazMunaj Gas, che da mesi chiedono al governo un miglioramento dei salari e delle condizioni lavorative: lo testimonierebbe anche un video postato su YouTube, che mostra alcuni uomini con in tuta viola assaltare un palco allestito per un concerto, dopo che la polizia aveva tentato di sgombrare la piazza dove da alcuni mesi hanno luogo le loro manifestazioni.

Secondo alcune testimonianze raccolte dall’emittente locale K+TV, le forze dell’ordine avrebbero reagito aprendo il fuoco su persone disarmate, circostanza che però è stata smentita dal Procuratore Generale Suindikov.
Il presidente kazako Nursultan Nazarbaev ha proclamato lo stato d’emergenza a Zhanaozen e ha ordinato l’apertura di un’inchiesta sull’origine degli scontri. L’indagine sarà seguita da una commissione costituita ad hoc, come in precedenza aveva richiesto l’opposizione socialdemocratica, che ha anche denunciato l’oscuramento di Twitter e di alcuni siti web indipendenti locali, che stavano garantendo una copertura informativa degli eventi, di cui la Tv di Stato non ha dato notizia.

Gli eventi di Zhanaozen rappresentano la più massiccia contestazione mai subita dal presidente-monarca Nazarbaev: al potere fin da quando il Kazakhstan faceva parte dell’Urss, Nazarbaev divenne presidente della Repubblica quando, insieme a Boris Eltsin, all’ucraino Kuchma e al bielorusso Silaev, il 16 dicembre 1991 concordò la dissoluzione dell’Urss nello storico vertice tenuto nell’allora capitale Alma Ata.

Il suo mandato presidenziale originariamente sarebbe dovuto scadere nel 1995, ma nel corso di questo ventennio è stato prorogato più volte: alle ultime elezioni dello scorso aprile, Nazarbaev ha trionfato con il 95,5% dei voti in una consultazione assolutamente di facciata, dove uno degli sfidanti addirittura ammise di aver votato per lui, piuttosto che per se stesso. Commentando la sua vittoria, il settantenne leader dichiarò di essere pronto a guidare il Kazakhstan fin quando la sua salute glielo avrebbe consentito: un progetto a lunga scandenza, visto che qualche mese prima aveva ordinato agli scienziati kazaki di sviluppare un elisir di lunga vita.

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