A Mosca la protesta anti-Putin, ma scoppia il “caso-Golos”

Mosca: manifestanti sfilano contro i brogli

La grande manifestazione dell’opposizione russa contro i presunti brogli elettorali alle elezioni di domenica scorsa si è conclusa senza incidenti: si è trattato della più imponente iniziativa antigovernativa nella recente storia russa, che ha visto la partecipazione di 40.000 persone, secondo fonti del Ministero dell’Interno, ma che secondo invece gli organizzatori sarebbero state più di 150.000. Una folla festante e colorata si è riunita nella centrale Bolotnaja Plošchad, riempitasi delle più svariate anime dell’opposizione anti-Putin, dai comunisti di Zjuganov ai liberali di Javlinskij, dai nazionalisti di Zhirinovskij al movimento Solidarnost’, tutti uniti nel denunciare irregolarità nelle operazioni di voto e nel chiedere l’annullamento delle elezioni parlamentari. Toni conciliatori sono arrivati anche da Russia Unita, che ha dichiarato che il governo ascolterà le richieste giunte dai cittadini, riconoscendo loro il pieno diritto di manifestare contro le modalità di scrutinio.

Intanto la testata online Life News ha pubblicato sul proprio sito uno scoop destinato a far discutere parecchio: uno scambio di email e lettere tra l’Ambasciata Usa di Mosca, il National Democratic Institute americano (l’organizzazione creata nel 1983 da Washington allo scopo di finanziare le strutture a sostegno della democrazia nei Paesi in via di sviluppo, ndr) e la Ong “Golos”, l’organizzazione non governativa russa che domenica scorsa svolgeva mansioni di monitoraggio indipendente sull’andamento del voto, e da cui sono arrivate le prime denunce di brogli.

Dai documenti messi in rete da Life News emergerebbe che quattro giorni prima delle elezioni, ovvero il 30 novembre scorso, il Consigliere politico dell’Ambasciata Usa di Mosca, Kevin Covert, avrebbe avuto un contatto con Grigorij Melkonjanets, direttore generale di Golos, con chiari riferimenti alle elezioni da tenersi di lì a poco. “Grigorij (…) volevo solo vedere come vi state organizzando e fare i migliori auguri a te e ai tuoi colleghi per il monitoraggio delle elezioni”, – scrive Covert a Melkonjanets in una email. Secondo Life News quella comunicazione confermerebbe gli stretti rapporti esistenti tra gli Usa e gli attivisti di Golos, a cui il diplomatico americano avrebbe fornito istruzioni su come muoversi nella loro qualità di “osservatori”. Interpellato dal giornale, il consigliere Covert non ha smentito il contatto, ma non ha voluto rilasciare commenti a riguardo.

Dal carteggio pubblicato l’immagine di Golos come struttura indipendente ne esce molto ridimensionata: in una lettera di fine luglio 2011 la Ong russa richiede esplicitamente aiuti finanziari al National Democratic Institute per poter continuare le attività di formazione degli osservatori e per far fronte a problemi di liquidità interna. Golos nella lettera sembra volersi giustificare per un richiamo americano per l’utilizzo poco razionale del denaro ottenuto in precedenza, ma soprattutto sembra voler intavolare una trattativa con l’Agenzia americana per una nuova procedura di erogazione dei fondi, in vista della stipula di un “nuovo accordo” di cooperazione.

Se quanto pubblicato da Life News trovasse conferma ufficiale, si potrebbe delineare per la Russia uno scenario non dissimile a quello da cui sono iniziate le Rivoluzioni colorate in Georgia, Ucraina e Kirghizistan.

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