Via libera all’ingresso della Russia nel WTO

Semaforo verde per la Russia nel WTO: il veto che la Georgia aveva posto sull’ingresso di Mosca nell’Organizzazione Mondiale per il Commercio è stato ritirato, dopo che le diplomazie dei due Paesi oggi a Ginevra hanno trovato l’accordo sul pattugliamento dei confini di Abkhazia e Ossezia del Sud. Il veto aveva infatti motivazioni politiche più che economiche: le forti e pluriennali tensioni tra Mosca e Tbilisi su queste due repubbliche autonome, situate in territorio georgiano ma abitate in prevalenza da russi, erano culminate nel 2008 in un conflitto armato che di fatto aveva rafforzato la posizione anti-russa della Georgia.

Un esito positivo dei negoziati, dunque, che ieri il presidente Medvedev aveva giusto auspicato: “La Russia è un’economia troppo grande per restare fuori dal WTO”, aveva detto il numero uno del Cremlino durante un vertice con Angela Merkel a Berlino.

La lunga rincorsa di Mosca verso il WTO, iniziata 18 anni or sono, dunque pare volgere al termine: la Russia ha annunciato che completerà tutte le formalità d’accesso entro i prossimi giorni, poi il prossimo mese toccherà all’Assemblea composta dai 153 Paesi membri dell’Organizzazione dare la definitiva approvazione alla richiesta russa di adesione (a questo punto una pura formalità), che verrà completata per la fine dell’anno.

Rimane ora da chiedersi quali saranno le conseguenze per l’economia russa derivanti dall’ingresso nel WTO, visto che oggi il Paese dipende ancora troppo dall’export di materie prime, da cui deriva più dell’80 per cento dei ricavi dello Stato. Se la Banca Mondiale ha  stimato una crescita nel tempo del PIL russo tra 1 e 3 punti percentuali, ieri un rapporto dell’Agenzia di rating Fitch ha evidenziato come l’adesione di Mosca al WTO ridurrà per l’economia russa i rischi di trovarsi esposta a shock finanziari legati alle speculazioni sui prezzi delle materie prime, e permetterà alla Russia un migliore accesso ai mercati mondiali, obbligandola però a diversificare e rendere più competitiva la propria produzione industriale.

Ovviamente, l’essere membro del WTO avrà un forte impatto anche sulla società russa: l’arrivo nei negozi di un maggior numero di beni esteri a prezzi inferiori rispetto al passato avvantaggerà da un lato i consumatori, ma dall’altro questo cambiamento nelle scelte comportamentali degli acquirenti inciderà negativamente sulla produzione locale, ad oggi qualitativamente inferiore a quella di provenienza occidentale. Secondo stime della Commissione Economia della Duma, gli effetti di questa rivoluzione commerciale cominceranno a vedersi nell’arco di uno, massimo due anni.

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