North Stream, Medvedev e la Merkel aprono il rubinetto

Dmitrj Medvedev e Angela Merkel

Con una simbolica apertura di un enorme rubinetto bianco, oggi nella città tedesca di Lubmin Dmitrj Medvedev e il cancelliere tedesco Angela Merkel hanno ufficialmente messo in funzione la prima delle due condotte che costituiscono il gasdotto North Stream. A settembre, nella città russa di Vyborg, Vladimir Putin aveva tagliato il nastro inaugurale di questa faraonica opera infrastrutturale destinata a rivoluzionare il mercato energetico dei prossimi anni, che trasporterà il gas naturale russo direttamente in Germania e da qui in Francia, Olanda, Belgio, Danimarca e Regno Unito, senza passare attraverso le condotte di Ucraina e Bielorussia.

Alla cerimonia hanno partecipato anche il premier olandese Rutte e quello francese Fillon, in rappresentanza di due governi che pure hanno svolto una parte attiva nella realizzazione del progetto. Nessun rappresentante del governo italiano era invece presente all’avvenimento, nonostante il ruolo svolto dalla nostra Eni-Saipem nella fase di posa delle condotte sotto il Mar Baltico.

“Questo avvenimento lungamente atteso implica un rafforzamento delle relazioni tra la Russia e l’Ue”, ha commentato Medvedev in conferenza stampa. “Ci attendiamo che l’economia europea possa superare le attuali difficoltà, e ripartire con una crescita stabile, il che potrebbe comportare un aumento della domanda di gas fino a 200 miliardi di metri cubi entro il 2020”.
Secondo la Gazprom, proprietaria del 51 per cento di North Stream, nel 2012 la condotta da oggi in funzione trasporterà 27,5 miliardi di metri cubi di gas nei vari paesi Ue che hanno stipulato contratti di fornitura con il gigante energetico russo. Entro la fine del prossimo anno, con l’apertura della seconda condotta, la capacità di trasporto raddoppierà, arrivando a 55 miliardi di metri cubi annui. Alcune settimane fa, tuttavia, la Gazprom non aveva escluso la possibilità di costruire anche una terza condotta.

La realizzazione del nuovo gasdotto è costata in tutto 11 miliardi di dollari. Prima dell’attivazione di North Stream, Mosca copriva già il 30 per cento del fabbisogno di gas europeo. Una percentuale che è destinata a salire.

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