Disgelo ortodossi-cattolici: Mosca celebra Papa Wojtyla

Gorbaciov e Giovanni Paolo II

A distanza di 33 anni dalla sua ascesa al soglio pontificio, la figura di Giovanni Paolo II ottiene forse il riconoscimento più ambìto e di sicuro più inatteso che si potesse immaginare: un monumento ritraente il papa polacco è stato inaugurato ieri nei giardini della Biblioteca di Lingue Straniere di Mosca, alla presenza delle autorità russe, dell’ambasciatore polacco Zajaczkowski e del Nunzio apostolico Cardinale Ivan Jurkovic, oltre ovviamente ad alti rappresentanti della Chiesa Ortodossa russa. “Si è trattato di un gesto straordinario delle autorità russe nei confronti dei cattolici che vivono in Russia” ha dichiarato alla Radio nazionale polacca padre Joszef Zaniewski, priore della Cattedrale dell’Immacolata Concezione della capitale russa.

L’iniziativa di sicuro contribuirà non poco a rafforzare il clima di distensione tra Mosca e il Vaticano. “Papa Wojtyla amava la Russia e avrebbe voluto venirci, – continua padre Zaniewski – ma non gli è stato possibile in vita”. In vita, appunto, perchè quella statua bronzea rappresenta la realizzazione – seppur postuma – di questo desiderio più volte espresso dal papa polacco: recarsi a Mosca per incontrare i cattolici russi ed avviare una riconciliazione con i fratelli ortodossi separati. E’ vero infatti che se Giovanni Paolo II è stato un nemico per l’ortodossia comunista negli anni Ottanta, è vero anche che negli anni successivi alla dissoluzione dell’Urss i suoi rapporti con la Chiesa ortodossa non sono stati certo idilliaci: l’allora Patriarca di Mosca Alessio II aveva sempre risposto niet a questo viaggio, accusando il Vaticano di voler “fare proselitismo” nelle repubbliche ex sovietiche, dove, sparito l’ateismo di Stato, il Patriarcato di Mosca riteneva di poter vantare una sorta di diritto di prelazione.

Questo clima di tensione è andato tuttavia sciogliendosi dopo la morte di queste due carismatiche figure alla guida delle Chiese romana e orientale. I loro successori, Benedetto XVI e l’attuale Patriarca di Mosca Cirillo I, hanno inaugurato un nuovo corso all’insegna del dialogo e del reciproco rispetto, culminato nel 2009 con lo scambio di ambasciatori tra il Vaticano e la Federazione Russa, fino ad allora bloccato dall’influenza che il clero ortodosso esercita sulle decisioni prese dal Cremlino.
In un’intervista rilasciata alla RIA Novosti nel maggio 2010, il cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, aveva sottolineato la vicinanza di idee e la forte intesa tra il Papa e il Patriarca di Mosca, ritenendo che loro un incontro effettivamente potrebbe essere prossimo.

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