Mosca, “Pravoe Delo” si sfascia: Prokhorov fuori dal partito

Michail Prokhorov

A tre mesi dalle elezioni parlamentari e a sei dalle presidenziali sembra ormai inevitabile una scissione all’interno di Pravoe Delo, Giusta Causa, il partito di centrodestra che aspirava a diventare un punto di riferimento per i conservatori e i liberali russi. Il partito è ormai allo sbando, spaccato intorno alla figura del suo leader e candidato alla presidenza, l’oligarca dell’oro e del nickel Michail Prokhorov, a cui era stato affidato il compito di dare al partito un ruolo centrale nella politica russa.

Tutto è cominciato due settimane fa, quando Prokhorov ha puntato l’indice contro l’ingresso nel partito di una grande ed anomala quantità di nuovi membri, tutti legati ai suoi oppositori interni: di qui l’accusa verso la fronda avversaria di aver voluto alterare l’equilibrio delle forze interne, così da poter disporre dei voti necessari a sfiduciarlo come leader. Di qui la mossa a sorpresa: via da Giusta Causa, diventato, secondo l’industriale, “un fantoccio in mano al Cremlino”.

Prokhorov sarebbe ora intenzionato a creare una nuova forza politica, con cui portare avanti il suo progetto di modernizzazione della Russia posto al centro del programma politico del suo ormai ex partito, che aveva ricevuto anche le pubbliche lodi del presidente Medvedev.

Proprio questo ruolo di amico-nemico del Cremlino è oggetto di un editoriale del politologo Stanislav Belkovskij, pubblicato ieri dal quotidiano Moskovskij Komsomolets, giornale tra i più critici e meno allineati del panorama editoriale russo. Secondo Belkovskij, la nomina di Prokhorov al vertice di Pravoe Delo è stata voluta da Putin e Medvedev per dare alle imminenti consultazioni elettorali russe un’immagine di pluralismo e di dialettica politica. Resisi conto però che l’oligarca era un soggetto difficile da controllare, gli avrebbero messo contro la maggioranza del suo partito, per allontanarlo dalla leadership che avrebbe potuto rafforzarne il potere contro l’attuale establishment.

Giusta Causa del resto è un partito che presta il fianco a critiche e sospetti di questo genere: nato nel 2008 dalla fusione tra schieramenti di espressione liberale (Partito Democratico Russo e Potere Civile) ed altri più vicini ad oligarchi eltsiniani (come l’Unione delle Forze di Destra di Anatolij Chubais), si è sempre divisa tra l’obiettivo di introdurre il liberalismo in Russia e quello di restaurare il potere degli oligarchi in chiave anti-Putin. Prima della discesa in campo di Prokhorov, aveva addirittura proposto la candidatura a presidente a Medvedev, qualora Russia Unita l’avesse estromesso dalla corsa per le Presidenziali 2012 in favore dello stesso Putin. Poi l’entrata in scena improvvisa di Prokhorov ha mischiato le carte provocando da una parte malumori di chi lo considerava troppo vicino al Cremlino per essere un candidato di rottura, e la successiva sorpresa dinanzi ai suoi interventi non allineati con il potere. Infine la spaccatura di inizio settembre, che di fatto segnerà la probabile fine di Pravoe Delo.

E il destino del miliardario Prokhorov quale sarà? Se in questa sua breve stagione politica il terzo uomo più ricco di Russia è entrato in rotta di collisione con il Cremlino, gli si prospetta di fare la fine del suo “collega” Michail Khodorkovskij? Per un’inquietante coincidenza, la parabola discendente dell’ex boss della Yukos ebbe inizio quando annunciò il suo progetto di entrare in politica per proporsi come alternativa a Putin, con uno schieramento che per molti aspetti avrebbe dovuto avere le fattezze di Giusta Causa.

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