Elezioni in Lettonia, vince il partito russofono

Il partito che rappresenta la minoranza etnica russa ha vinto le elezioni parlamentari tenutesi ieri in Lettonia, ed oggi ha già iniziato i colloqui per formare una coalizione di governo. Centro dell’Armonia, questo è il nome dello schieramento, si è infatti aggiudicato il 31% dei seggi alla Saeima ed ora, per governare, sta cercando un non facile accordo con il Partito delle Riforme dell’ex presidente Zatlers, che ha ottenuto il 22% dei seggi, per formare una coalizione in grado di governare il Paese.

Se i due partiti maggioritari dovessero comunque riuscire a formare un governo di coalizione, all’opposizione andrebbero Unità, il partito di centrodestra guidato dal premier uscente Dombrovskis (che ha conquistato il 19% dei seggi), Alleanza Nazionale e l’Unione dei Verdi e dei Contadini, che si sono aggiudicati rispettivamente il 14% e il 13% dei seggi parlamentari.

L’esito delle elezioni andrà sicuramente a incidere sulla politica anti-russa da alcuni anni portata avanti dal governo di Riga: la minoranza russofona costituisce il 27% della popolazione lettone, eppure i cittadini di origine russa sono oggetto da anni di discriminazioni e di violazioni dei loro diritti fondamentali. Basti pensare che sono almeno 106mila i lettoni di etnia russa che non hanno diritto ad un regolare passaporto lettone, che gli consenta di muoversi liberamente nell’Area Schengen (la Lettonia fa parte dell’Ue dal 2004).

Nonstante siano passati vent’anni dalla fine dell’Urss, nelle tre repubbliche baltiche è infatti ancora forte l’odio verso la minoranza russa, quale erede di un passato che aveva imposto a Lituania, Lettonia ed Estonia una sorta di russificazione. In Lettonia, come anche nelle due repubbliche limitrofe, vengono organizzate annualmente celebrazioni in onore dei capi della resistenza antisovietica, che durante la guerra combatterono al fianco dei nazisti e che dopo la riconquista sovietica finirono giustiziati come collaborazionisti del Terzo Reich.

Per far fronte a questa situazione che mette in chiaro imbarazzo Bruxelles, il Consiglio d’Europa la scorsa estate ha chiesto al governo estone, che ha adottato contro i cittadini di origine russa misure che sfiorano la segregazione razziale, di concedere più diritti alla minoranza russa.

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