Il Venezuela si riarma con il “made in Russia”

Hugo Chavez e Vladimir Putin

In un’intervista rilasciata la scorsa settimana al quotidiano Kommersant, il presidente venezuelano Hugo Chavez ha annunciato il progetto di ammodernamento dell’esercito venezuelano con armi russe, che il governo di Caracas intende pagare con un prestito di 4 miliardi di dollari erogato da Mosca. Una dichiarazione che ha suscitato qualche perplessità, non tanto per il fatto che il Venezuela stia spingendo sull’acceleratore del riarmo, quanto perchè che già nel 2010 Chavez aveva dato al mondo la stessa notizia, ovvero che il suo Paese aveva ottenuto 4 miliardi di dollari dai russi per acquistare le loro tecnologie belliche. Il presidente si riferiva ad un nuovo prestito o al vecchio, a questo punto non erogato?

Secondo alcuni analisti, i soldi stanziati lo scorso anno non sarebbero stati spesi per gli armamenti, ma usati a garanzia per diversi progetti di investimento russo-venezuelani mentre le forniture militari russe giunte a Caracas negli ultimi mesi sarebbero invece state pagate con i ricavati della vendita del petrolio venezuelano. Ora che il Venezuela ha lanciato un progetto di totale modernizzazione delle proprie forze armate, il nuovo prestito potrebbe essere utilizzato per pagare il previsto aumento delle importazioni di armi russe.

Non è un mistero che Chavez abbia ambiziosi piani militari: secondo stime, il governo venezuelano avrebbe speso tra i 4 e i 5 miliardi di dollari in armi russe a partire dal 2005. Dal 2008 ha ricevuto 28 aerei da combattimento Sukhoj Su-30 MK2 Flanker-G ed elicotteri Mi-35 Hind e Mi-17 Hip per trasporto truppe. Caracas ha anche ordinato, e sta tutt’oggi ricevendo, una grande quantità di armi di fabbricazione russa, come carri armati 72M1M, veicoli da combattimento di fanteria BMP-3, mezzi corazzati, sistemi di artiglieria e oltre 100.000 armi leggere, principalmente il famoso fucile d’assalto AK-103, che verranno prodotti anche in Venezuela.

Gli attuali colloqui sull’asse Mosca-Caracas si stanno concentrando sempre più sulla difesa aerea. Nella sua intervista, Chavez ha confermato che il suo Paese è pronto “ad acquistare mezzi per creare un anti-balistici sistema di difesa per proteggere il territorio e frontiere navali”. Il Venezuela, che è già in possesso di sistemi di difesa aerea a corto raggio di fabbricazione russa, vorrebbe rafforzare sempre più il suo scudo antiaereo con un sistema a medio raggio e soprattutto missili a lungo raggio S-300.

Riguardo a questi ultimi, rumors provenienti da Mosca parlano di un Venezuela pronto a dotarsi, primo al mondo, dell’ultimo nato della classe S-300, il VM Antey 2500 con raggio d’azione di 2.500 km, progettato contro missili balistici a corto e medio raggio, missili aria-terra, cruise, velivoli tattici e strategici: un sistema di difesa considerato da molti esperti internazionali come tra i più efficaci al mondo in caso di un attacco aereo massiccio. Quello che, per intenderci, Chavez da anni aspetta possa arrivare da Colombia e Stati Uniti.

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