Ucraina, Julija Timoshenko agli arresti

Julija Timoshenko è stata arrestata: il Tribunale di Kiev ha disposto oggi l’arresto del ex Primo Ministro ucraino. La Timoshenko è accusata di abuso di ufficio nelle trattative per l’accordo con Mosca per la fornitura di gas russo: un accordo non vantaggioso per l’Ucraina che, secondo l’accusa, il premier non aveva poteri per firmare. La reazione dei supporter della Timoshenko non si è fatta attendere: alcuni parlamentari del suo partito BJT, presenti in aula, si sono scontrati con gli agenti di polizia che hanno preso in consegna l’illustre imputata. La stessa Timoshenko ha ripetutamente respinto tutte le accuse formulate contro di lei parlando di un complotto politico, ordito dal presidente Viktor Janukovic, che la sconfisse nelle elezioni presidenziali del febbraio 2010, e dall’attuale premier Azarov. Una curiosità: durante l’interrogatorio di quest’ultimo in qualità di testimone, la Timoshenko ha chiesto la traduzione simultanea dal russo (Azarov è russofono), nonostante abbia vissuto per diversi anni in Russia e sia lei stessa di madrelingua russa. “Non capisco una parola di quello che Azarov dice”, ha esordito, “Io parlo solo ucraino”: parole che la corte ha interpretato come un’ennesima azione di boicottaggio del processo.

A maggio infatti l’ex pasionaria della Rivoluzone Arancio fu fermata e condotta coattivamente  dinanzi ai giudici per essere interrogata: una disposizione degli inquirenti che provocò, anche in quel caso, una dura reazione dei sostenitori dell’ex premier, a testimonianza di quanto l’Ucraina sia lontana da un processo di riconciliazione politica, quanto mai necessario dopo il fallimento della Rivoluzione arancione.

Intanto, il vicepresidente del Parlamento Mikola Tomenko ha  chiesto la convocazione d’emergenza dell’Assemblea per discutere della situazione. Tomenko, che fa parte del partito della Timoshenko, ha diffuso un comunicato in cui definisce illegale l’arresto dell’ex premier e ha chiesto un dibattito parlamentare dove l’opposizione possa far sentire la propria voce su quanto sta accadendo nel paese.

Perplessità su quanto accaduto a Kiev sarebbero state espresse anche dal Cremlino, nonostante i rapporti tra la Timoshenko e la Russia negli ultimi due anni non siano stati eccellenti. Il Kommersant cita infatti una fonte anonima vicina al presidente Medvedev, secondo cui l’arresto dell’ex primo ministro potrebbe comportare per l’Ucraina conseguenze negative a lungo termine nelle relazioni internazionali, incluse quelle con Mosca.

Forti critiche sono arrivate anche da Ong europee ed americane, secondo cui questo atto rischia seriamente di far perdere a Kiev lo status di partner affidabile agli occhi dell’Ue e degli Usa: per la statunitense Freedom House, l’arresto della Timoshenko è una dimostrazione di come l’amministrazione Janukovic stia cercando di mettere il bavaglio alle forze di opposizione.
(Post aggiornato al 6 agosto 2011)

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