Da Putin ai comunisti, Gorbaciov attacca tutti

Michail Gorbaciov

Nuovo capitolo nei rapporti, ormai deteriorati, tra l’ex presidente sovietico Michail Gorbaciov e Vladimir Putin: in un’intervista rilasciata all’emittente radiofonica Echo Moskvy, l’uomo della perestrojka ha criticato duramente l’attuale leadership russa ed in particolare il premier russo, accusando quest’ultimo di avere interesse solo a preservare il proprio potere personale. Gorbaciov ha posto la questione di una Russia che necessita di riforme economiche e politiche da attuare nei prossimi cinque anni. Un percorso che, secondo l’ex segretario del Pcus, dovrà iniziare già dalle prossime elezioni politiche del 4 dicembre, da cui dovrebbe uscire una nuova coalizione di governo in grado di guidare il paese oltre la crisi: questo perchè Russia Unita, l’attuale forza di governo guidata da Putin, non sarebbe più affidabile in quanto “sta portandoci indietro anzichè in avanti”.

Per Gorbaciov, gli esponenti dell’attuale leadership pensano solo a tener salde le loro poltrone e per questo ignorano le condizioni di estrema povertà in cui vivono molti russi appartenenti alle fasce deboli della popolazione. A tal proposito, il premio Nobel per la Pace si mostra anche molto scettico sul progetto di Putin di coinvolgere sempre più cittadini nel suo Fronte Popolare: “finirà per rallentare lo sviluppo del Paese”. Un Paese che deve essere ammodernato, in cui devono essere risolti i problemi della scuola e del sistema sanitario: temi che, al pari di quello vitale dell’allargamento della democrazia, devono essere messi al top dell’agenda politica nazionale.

Anche i membri dell’opposizione, comunisti inclusi, non sfuggono però alle critiche dell’ultimo presidente sovietico, che dalle frequenze di Echo Moskvy li definisce “burattini del regime”. Leggermente più mite, ma non per questo meno implacabile, il giudizio sul presidente Dmitrij Medvedev, che per Gorbaciov è “un uomo capace, colto, esperto di diritto, ma allo stesso tempo dotato di poco carattere: dubito che gli si potrà dare una possibilità di dimostrare le sue capacità se continuerà a muoversi in tandem con Putin”.

Di qui l’invito al presidente a sganciarsi dal premier e a dar vita ad una nuova forza politica, che gli potrebbe permettere di lavorare molto meglio e nell’interesse del popolo russo: una forza di stampo socialdemocratico, capace di armonizzare la politica con le esigenze dei cittadini, delle imprese, specie quelle piccole e medie, e dell’ambiente. Una forza, osserva Gorbaciov, che oggi manca nel panorama politico russo.

Dinanzi a quello che ha assunto i toni di un vero e proprio  proclama politico, Russia Unita ha reagito duramente attaccando Gorbaciov per la sua politica fallimentare nella seconda metà degli Anni Ottanta e attribuendogli la colpe di aver generato la crisi economica che vent’anni fa portò alla dissoluzione dell’Unione Sovietica, e che condizionò non poco la vita dei russi nella prima metà degli Anni Novanta. “Gorbaciov ci ha portato quasi a perdere la nostra sovranità – ha ribadito Sergej Neverov, alto esponente del partito, in una nota apparsa sul sito web di Russia Unita – e questo spiega perchè è molto più popolare all’estero che in patria”.

Un’accusa questa che da anni accompagna il promotore della glasnost, che dà occasione a Neverov per tirare la stoccata: “Impegnato com’è a celebrare pomposamente il proprio compleanno a Londra (il riferimento è al ricevimento in onore degli ottant’anni di Gorbaciov offerto dal jet set londinese lo scorso 2 marzo), non può certo pretendere di sapere cosa vogliono o non vogliono davvero i russi”.