Fiat divisa tra San Pietroburgo e Nord Caucaso

Sergio Marchionne

Sergio Marchionne

Secondo quanto riportato oggi dal quotidiano economico russo Kommersant, il Gruppo Fiat avrebbe abbandonato il progetto di costruire un impianto automobilistico a Nizhnij Novgorod, città industriale nella Russia centrale, e starebbe valutando in alternativa la Regione di San Pietroburgo o il Caucaso settentrionale. A spingere per questa seconda opzione ci sarebbe la Sberbank, principale finanziatore dell’investimento, che avrebbe proposto alla casa torinese di rimodernare uno stabilimento della casa automobilistica Derways nella repubblica della Karachaevo-Circassia.

Stando a quanto riferito al Kommersant da fonti vicine all’operazione, la Sberbank gradirebbe questa scelta poichè possiede il 51% della Derways, e spingerebbe perciò per un’alleanza tra la casa automobilistica italiana e quella russa: attualmente Derways collabora con marchi automobilistici cinesi, ma la Sberbank sta cercando insistentemente di rilanciare il marchio tramite una partnership con un brand globale. Fiat però non sarebbe d’accordo, e vorrebbe invece costruire il suo nuovo impianto russo nella regione di San Pietroburgo, dove sono già presenti gli stabilimenti di Ford, Toyota, General Motors e Nissan.

La decisione di lasciare la zona di Nizhnij Novgorod sarebbe maturata a causa del mancato raggiungimento di un accordo con il gruppo automobilistico GAZ, dopo che quest’ultimo ha stipulato un’alleanza con Volkswagen e General Motors. Secondo il Kommersant, la GAZ avrebbe giudicato negativamente il piano industriale presentato da Fiat, e ciò avrebbe favorito il sorpasso della casa di Wolfsburg e della GM.

Nessun commento al momento è giunto da Torino e da Detroit, come pure da Sberbank e da GAZ. L’ipotesi di un trasloco da Nizhnij Novgorod è invece stata confermata al Kommersant da Dmitrij Levchenko, capo del Dipartimento per il project financing e le zone economiche speciali presso il Ministero dello Sviluppo Economico, che però ha genericamente riferito che Fiat, al momento, sta valutando vari siti produttivi, senza aggiungere alcun particolare sul futuro impianto.

A marzo la Fiat aveva presentato al governo russo un piano per produrre in Russia fino a 300mila veicoli all’anno, tra berline, Suv e veicoli commerciali, ed appunto il mese scorso era stato siglato un accordo da un miliardo di rubli tra il gruppo torinese e il Ministero dello Sviluppo Economico finalizzato alla costruzione di un nuovo impianto produttivo in Russia, che, secondo recenti stime, è destinata a diventare il principale mercato automobilistico d’Europa entro il 2014.

Annunci