Un fotomontaggio su Putin provoca irritazione a Mosca

Vladimir Putin ritratto in uno dei manifesti apparsi a Mosca (RIA Novosti)

Una serie di misteriosi manifesti, che promuovono un inesistente film di spionaggio con protagonista Vladimir Putin, sono apparsi la scorsa notte in diversi punti di Mosca, scatenando subito un vespaio di polemiche. I manifesti, identici a quelli usati per promuovere i film in uscita, ritraggono Putin in classica posa da film di 007: smoking nero, pistola alla mano e silouette di bond girl alle sue spalle. Fin qui, nulla di che: sembra un normale fotomontaggio con Photoshop sulla locandina del film interpretato qualche anno fa da Daniel Craig, tanto più riferito ad un passato sempre molto caro a Putin.

Una presa in giro rivolta al Primo Ministro russo? Forse, ma c’è dell’altro, che spiegherebbe anche perchè le autorità moscovite non l’hanno presa affatto bene e hanno invitato la polizia a trovare e punire quelli che senza mezzi termini sono stati definiti dei “teppisti”.
Una scritta. Sul manifesto appare la dicitura “Xquest.ru presenta Vladimir Putin – dal 15 luglio in tutti i cinema“, ed è questa che ha fatto arrabbiare i putiniani. Cliccando all’indirizzo riportato si entra in questo Xquest, che si presenta come un gioco di ruolo on line, ma scorrendo le ambigue pagine del sito si legge esplicitamente di un “progetto di stato segreto” per il quale è stato realizzato questo sito, che ha lo scopo di selezionare “coloro che dovranno arrestare spie e informatori in tutto il mondo, identificare traditori, difendere e proteggere le informazioni sensibili“.

Un po’troppo per essere una canzonatura del premier. L’irritazione delle istituzioni è un segnale che quei manifesti hanno superato una soglia invalicabile? Cosa vi si cela dietro? E’ solo la provocatoria goliardata di un gruppo di attivisti anti-Putin (magari gli stessi che mesi fa esposero una sua immagine dietro le sbarre), che vuol denunciare il rischio dell’instaurazione di uno stato di polizia in Russia? Oppure tutti quei riferimenti a spie, complotti  e sabotaggi nascondono  una faida interna ai servizi di sicurezza?

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