La finanza islamica alla conquista dell’Asia Centrale

Il manifesto del Forum di Astana

La Banca Islamica di Sviluppo concederà un prestito da 1,2 miliardi di dollari al Kazakhstan, per sostenerne i programmi di sviluppo economico nell’arco dei prossimi tre anni: è quanto prevede un memorandum d’intesa firmato ad Astana la scorsa settimana, durante il Forum Economico Internazionale islamico tenuto nella capitale kazaka. Secondo il ministro dell’Industria kazako Aset Isekeshev, il memorandum costituisce una forma di cooperazione del tutto nuova tra il Kazakhstan e la Banca, che prevede una innovativa strategia di partnership orientata ad accelerare lo sviluppo dell’industria e della ricerca kazaka.
La Banca metterà poi a disposizione del governo di Astana altri 10 milioni di dollari per programmi di microcredito a sostegno dell’agricoltura, settore oggi in stato di arretratezza e dagli elevati tassi di disoccupazione: in questo modo, il governo punta ad erogare prestiti con tassi d’interesse non superiori al 2% ai contadini che intendono sviluppare le loro attività. Un esperimento già tentato con successo in alcuni paesi in via di sviluppo asiatici, sul quale il Kazakhstan punta molto per creare nuova occupazione in un settore in crisi da tempo.

Sempre nell’ambito dei lavori del Forum, la Banca Islamica di Sviluppo ha siglato un memorandum simile anche con il Kirghizistan, che si appresta così ad adottare strumenti di finanza islamica come le transazioni finanziarie ispirate ai valori dell’Islam e le polizze assicurative basate sulla Sharia. Inoltre, l’accordo firmato la scorsa settimana prevede la trasformazione della capitale kirghiza Bishkek nel principale centro finanziario islamico dell’Asia Centrale.