Manovre Usa sul Mar Nero, Mosca protesta

La USS Monterey

Il Ministero degli Esteri russo ha espresso preoccupazione per la presenza nel Mar Nero dell’incrociatore lanciamissili americano USS Monterey, che prenderà parte nei prossimi giorni all’operazione Brezza marina 2011, una serie di manovre militari congiunte tra NATO e Ucraina tenute a poche decine di miglia dalle coste russe.
Nella nota emanata questa mattina, la Russia ha evidenziato in maniera molto dura come “la presenza di infrastutture belliche americane in prossimità dei suoi confini potrà essere considerata come una minaccia alla sicurezza nazionale”. Secondo Washington però, si tratta solo di una esercitazione nell’ambito del progetto dello scudo di difesa missilistico, a cui peraltro Mosca si oppone da tempo.

A non convincere la Russia è proprio la presenza nel Mar Nero della USS Monterey, 173 metri di lunghezza per quasi 10mila tonnellate di peso, da marzo nel Mediterraneo orientale quale primo tassello del sistema antimissile Nato: il Pentagono definisce la sua partecipazione a Brezza Marina 2011 come una normale routine, ma il Ministero degli Esteri di Mosca si chiede come mai il Pentagono abbia scelto di inviare dinanzi alle coste russe proprio un’unità navale che andrà a comporre la spina dorsale del futuro scudo difensivo missilistico.

E’ dalla fine dell’Urss che la sponda settentrionale del Mar Nero continua ad essere considerata dalla Russia come sua esclusiva zona d’influenza. Nell’aprile 2010 Mosca ha sfilato la base navale ucraina di Sebastopoli dal piatto dove qualche anno prima l’allora presidente filoccidentale Juschenko ce l’aveva messa affinchè Bush jr l’addentasse, barattando con il nuovo presidente, il filorusso Janukovic, forniture di gas a prezzi scontati in cambio della concessione della storica base della Cërnomorskij Flot fino al 2042. Il motivo di questa mossa è duplice: da un lato, il Cremlino allontana per almeno trent’anni il rischio di trovarsi navi militari Usa ormeggiate sotto casa, dall’altro, utilizzerà la flotta del Mar Nero come sentinella del gasdotto South Stream, che, una volta completato, trasporterà il preziosissimo idrocarburo dal Caucaso all’Europa passando sotto le acque del Mar Nero. 

Vedi anche:
Scudo di difesa NATO, la Russia vuole garanzie
Da Lisbona un “New Deal” tra NATO e Russia

Annunci