Khodorkovskij chiederà la scarcerazione anticipata

Mikhail Khodorkovskij

Uno dei legali dell’ex petroliere Mikhail Khodorkovskij ha confermato quanto riportato domenica dall’emittente privata NTV, secondo cui l’ex patron della Yukos, in carcere per reati fiscali e per riciclaggio di denaro, sarebbe intenzionato a richiedere la scarcerazione anticipata. L’avvocato Klyuvgant ha riferito che Khodorkovskij avrebbe diritto ad avvalersi di questa misura, in quanto (come previsto dalla legge) ha già trascorso in cella metà della sua pena, ma non ha rivelato quando verrà presentata la richiesta. Tuttavia, precisa il legale, l’ex petroliere non ha intenzione di chiedere la grazia nè di ammettere una sua colpevolezza, ma solo di avvalersi di un diritto riconosciutogli dalla legge.

Mikhail Khodorkovskij, dal 1996 al 2003 al vertice del gruppo petrolifero Yukos-Sibneft, è stato condannato una prima volta nel 2003 a sette anni di carcere per evasione fiscale e ad altri sette, lo scorso dicembre, per furto di greggio e riciclaggio di valuta.
Le successive dichiarazioni di un’assistente del collegio giudicante, che ha definito quest’ultima sentenza come “imposta dall’alto”, hanno rafforzato il sospetto che Khodorkovskij sia rimasto vittima di un complotto di Putin, messo in atto per eliminare un potenziale rivale politico e per permettere a finanzieri vicini al Cremlino di mettere le mani sugli asset strategici di Yukos-Sibneft.

Dopo che lo scorso 24 maggio il Tribunale di Mosca ha sostanzialmente confermato in appello la condanna (riducendola di appena un anno), Amnesty International ha dichiarato Khodorkovskij “prigioniero di coscienza”, una presa di posizione che Mosca ha definito fortemente politicizzata.

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