Giorno della Vittoria, la dura esistenza dei veterani russi

Soldati in uniforme d'epoca (1941-45)

Oggi siederanno in prima fila sulla Piazza Rossa, e nel giorno in cui la Russia li celebra come eroi, loro, almeno per un giorno, assistendo alla  canonica parata del 9 Maggio dimenticheranno i loro problemi che gli rendono l’esistenza quotidiana sempre più difficile. Sono i veterani della Grande Guerra Patriottica, le donne e gli uomini che nelle immediate ore successive all’invasione tedesca del 1941 presero le armi contro le armate di Hitler e non le lasciarono fin quando l’ultimo soldato tedesco non si arrese all’Armata Rossa.

Invecchiare non è facile per nessuno, e non lo è certo per chi vive in un paese che in vent’anni ha cambiato pelle, lasciando indietro i soggetti più deboli come gli anziani. Coloro che quasi settant’anni fa sacrificarono la loro giovinezza per la Madre Russia (non per Stalin) oggi sono costretti a vivere tra basse pensioni, appartamenti gelati e una criminalità di strada che li ha eletti a bersaglio preferito.

“Prendersi cura dei veterani è una questione d’onore”, ha dichiarato in una nota il ministro dell’Interno russo Rashid Nurgaliev, che ha annunciato un programma di informazione porta a porta per gli anziani, in cui funzionari di polizia incontreranno gli over 80 per metterli in guardia sui rischi relativi a furti, aggressioni e rapine. “Serve comunque più cooperazione tra giudici, autorità municipali e stutture sociali”, ha concluso Nurgaliev.

In molte città russe le autorità già forniscono combustibile e legna da ardere alle persone anziane in stato di maggiore indigenza, in altri casi li scontano del 50%. Ma non basta, e lo stesso Vladimir Putin ne è consapevole: nel suo ultimo discorso sullo stato della Nazione il premier  ha promesso sensibili aumenti delle pensioni d’anzianità, anche se qualcuno ci ha però visto dei toni più da campagna elettorale che da mero impegno politico.

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