Il Giorno della Vittoria celebrato sui bus di Stalin?

Come ormai da consuetudine, all’approssimarsi della parata militare del 9 maggio, con cui la Russia celebra la vittoria sovietica sul Terzo Reich, esplode puntuale la polemica sul ruolo da attribuire alla figura storica di Josif Stalin, che ancora oggi divide i russi in due gruppi. Da un lato ci sono quelli che ritengono il suo ruolo durante la guerra degno di essere ricordato, in quanto pur sempre l’allora leader dell’Unione Sovietica. Dall’altro ci sono quelli che invece preferirebbero celebrare il Giorno della Vittoria solo ricordando le gesta dei partigiani e dei soldati dell’Armata Rossa, la cui memoria verrebbe semplicemente offesa se venisse associata all’uomo che instaurò il “Terrore” in Urss, e che, nonostante avesse compiuto una serie di errori militari che costarono alla popolazione migliaia di morti nelle prime ore dell’invasione nazista del giugno 1941, si appropriò dei meriti della vittoria su Hitler, utilizzandoli per rafforzare il suo culto della personalità.

Lo scorso anno il dibattito si focalizzò sull’ipotesi, che poi non ebbe seguito, di esporre tra quelli degli altri protagonisti dell’epocale vittoria del 1945 anche il ritratto di Stalin, sotto il quale avrebbero dovuto sfilare non solo le forze armate russe, ma anche i contingenti di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, cosa che avrebbe finito per creare forte imbarazzo in questi ultimi.

Quest’anno invece la polemica ruota intorno ai “bus della Vittoria“, ovvero autobus del trasporto pubblico cittadino che espongono, come una pubblicità, l’effigie di Stalin: alcuni oggi sono già in servizio a San Pietroburgo, ma il prossimo 9 maggio potrebbero effettuare servizio anche in altre città russe. L’obiettivo, come ha riferito il promotore dell’iniziativa Dmitrj Lyskov a Radio Echo Moskvy, sarebbe quello di ridare al dittatore sovietico il suo legittimo posto al centro della storia della Grande Guerra Patriottica, senza alcun fine politico.
“Stalin non è un prodotto da esporre sui bus – ha commentato Michail Fedotov, a capo del Consiglio Presidenziale per i Diritti Umani -. Questa è solo una provocazione che rischia di creare spaccature ulteriori nella comunità”.

Ma a Mosca, dove i festeggiamenti avranno il loro cuore pulsante, non si vedrà alcun “Stalin-Bus“: l’agenzia di pubblicità Dva Miga, a cui Lyskov si aveva commissionato l’acquisto degli spazi pubblicitari sui pullman, ha declinato l’invito a partecipare all’iniziativa. La motivazione ufficiale è che la Dva Miga non si occupa di pubblicità politica, ma per il direttore generale dell’agenzia chi ha commissionato quella campagna pubblicitaria è sembrato interessato solo ad avere un tornaconto personale piuttosto che a celebrare i veterani della Seconda Guerra Mondiale.

Vedi anche:
Dopo 60 anni Stalin divide ancora la Russia
Medvedev: “La guerra l’ha vinta il popolo, non Stalin”

Annunci