Lavrov in Sud-Ossezia e Abkhazia, l’Ue protesta

Catherine Ashton

Dopo la visita tenuta lunedì dal ministro degli Esteri russo Lavrov in Abkhazia e Ossezia Meridionale, l’Unione Europea ha espresso preoccupazione per la crescita dell’ingerenza di Mosca nelle due repubbliche a maggioranza etnica russa  proclamatesi nel 2008 indipendenti dalla Georgia. Il capo della diplomazia europea, Catherine Ashton, ha criticato la scelta di Lavrov di recarsi in Ossezia e Abkhazia senza chiedere il consenso al governo di Tbilisi, di cui – si legge in un comunicato apparso sul sito del Consiglio dei Ministri Ue – l’Ue sostiene la piena sovranità. La Ashton ha auspicato una soluzione pacifica dei contenziosi tra Russia e Georgia, nel pieno rispetto dell’integrità territoriale di quest’ultima.

Di parere opposto è ovviamente Mosca, che quasi tre anni fa ha riconosciuto l’Abkhazia e l’Ossezia del Sud come due repubbliche sovrane. La Russia fa sapere che proprio in quest’ottica si è svolta la visita del ministro Lavrov, che ha discusso di cooperazione bilaterale con i leader locali, e con cui ha anche stipulato accordi intergovernativi.

L’ Abkhazia e l’Ossezia del Sudfurono nell’agosto 2008 il fattore scatenante di una breve ma sanguinosa guerra tra Russia e Georgia: l’attacco di quest’ultima alle due repubbliche ribelli filorusse scatenò la violenta rappresaglia di Mosca, i cui tank entrarono in territorio georgiano e iniziarono a marciare verso Tbilisi, mentre i jet dell’aviazione martellarono per giorni le principali città della Georgia, inclusa la capitale, che solo l’intervento dell’Onu e delle diplomazie Ue ed americana salvò dalla caduta in mano russa.

Proprio un rapporto stilato da diplomatici europei ha stabilito che la guerra del 2008 scoppiò principalmente a causa dell’avventurismo militare del presidente georgiano Mikeil Saakhašvili. Quest’ultimo era infatti convinto che George W. Bush, che l’aveva sempre sostenuto politicamente (ed anche economicamente e militarmente), sarebbe corso in suo aiuto in caso di ritorsione russa al suo attacco all’Ossezia del Sud: spinto da questa incomprensibile certezza non esitò ad ordinare alle truppe georgiane di invadere il territorio osseto per deporre il locale governo indipendentista e filorusso.
Fu un errore di valutazione clamorosamente grossolano, ritortosi contro lo stesso presidente georgiano, che da allora è apparso agli occhi dell’Occidente molto meno affidabile di quanto si fosse pensato fino ad allora.

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