E ora arriva la mozzarella “made in Cernobyl”

Un gruppo agroalimentare italiano, di cui non si conosce il nome, avrebbe manifestato interesse a impiantare un polo di produzione lattiero-casearia in Bielorussia: sicuramente un colpo al cuore dei puristi della vera mozzarella italiana, orgoglio del made in Italy (o meglio del made in Campania) oggetto di innumerevoli tentativi di imitazione in ogni angolo del globo.
Ma la questione stavolta non riguarda un semplice “falso alimentare”, bensì il fatto che le mozzarelle saranno prodotte da bovini allevati nella regione di Gomel, che giusto 25 anni fa fu contaminata dalla nube radioattiva di Cernobyl.

La notizia, battuta ieri dall’agenzia nazionale BelTA, è stata confermata da fonti governative bielorusse.

La struttura produttiva nascerà nel villaggio di Vyshemir, dove, proprio per rilanciare l’economia, dal 2009 vige una Zona Franca che prevede per le imprese tassazione agevolata, tariffe doganali preferenziali, una protezione degli investimenti particolare, un regime di operazioni di cambio agevolato.

Una delegazione italiana composta da agronomi è attesa nelle prossime settimane a Vyshemir, per fare il punto sulla situazione e fornire le corrette indicazioni alla realizzazione del progetto.

Gli imprenditori agricoli italiani non sarebbero peraltro gli unici interessati ad investire in questa zona: altri progetti di imprese tedesche, francesi e inglesi sarebbero oggetto di trattativa con le autorità locali.

Vedi anche
Una nuova Cernobyl minaccia l’Ucraina?

Approfondimenti
L’ incubo nucleare
(da Il Punto n.5 del 18 febbraio 2011)

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