Putin: “Russia potenza economica in dieci anni”

Vladimir Putin

Vladimir Putin scalda i muscoli in vista delle elezioni legislative di fine anno e delle presidenziali del 2012, e nel suo discorso annuale alla Duma non ha perso occasione per dipingere l’ultimo anno del suo governo come una serie di successi, che vanno dalla crescita economica alla realizzazione di nuove infrastrutture allo sviluppo sociale.
Un discorso, quello del premier russo, che è sembrato in certi passaggi un inizio di campagna elettorale, dove non sono mancati riferimenti critici a Medvedev (che potrebbe essere suo rivale nella corsa al Cremlino) e alla sua politica: ad esempio, a proposito di quell’innovazione che il presidente russo ha eletto a fondamento dello sviluppo futuro del paese, Putin ha sottolineato che l’acquisto di tecnologia all’estero rischia di danneggiare l’industria nazionale, rendendo così irta la strada verso lo sviluppo.

Una strada che Putin traccia per i prossimi dieci anni, entro i quali la Russia dovrà – nei piani del premier – diventare una delle prime cinque economie mondiali: solo in questo modo, secondo Putin, la Russia potrà preservare la propria sovranità da influenze esterne.

Secondo il premier, “il paese ha bisogno di un decennio di sviluppo stabile, senza abbracciare gli estremismi della demagogia popolare da un lato e dell’ultra-liberismo dall’altro”: uno percorso che parte innanzitutto dal raddoppio della produttività del lavoro (fattore in cui la Russia è ferma a livelli sovietici), e prosegue attraverso l’aumento degli investimenti esteri, che in un futuro prossimo dovrebbero raggiungere i 60-70 miliardi di dollari.

Putin ha inoltre rivendicato i meriti  di aver affrontato con forza la crisi globale, consentendo alla Russia di crescere nel 2010 del 4% (il miglior risultato tra i paesi del G8), di aver fatto calare l’inflazione dall’8,8% del 2010 al 6,5% – 7,5%, di aver permesso al mercato azionario locale di raggiungere, miglior risultato tra i BRICS, quota 1100 trilioni di capitalizzazione.
Il discorso del premier ha assunto i toni di un vero e proprio programma elettorale quando ha affrontato i temi sociali, come l’aumento di pensioni e sussidi edella spesa pubblica per l’istruzione e la ricerca. Putin ha poi promesso di fermare il declino della popolazione russa, fornendo maggiore sostegno alle giovani coppie e una migliore assistenza sanitaria.
Anche le retribuzioni continueranno a crescere, secondo i piani di Putin: il PIL pro capite, che nel 2000 era ben lontano da quello del Portogallo, raggiungerà entro il prossimo decennio i 35.000 dollari, ovvero il l’odierno PIL pro-capite di Francia e Italia.

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