“Question time” alla Duma per Vladimir Putin

Vladimir Putin

Il premier russo Vladimir Putin interverrà domani alla Duma (la Camera bassa del Parlamento) per presentare all’Assemblea il rapporto annuale sulle attività di governo svolte e su quelle in programma per il 2011. Ma l’attesa è tutta per il Question time, ovvero per le tre interpellanze che ciascuno dei quattro gruppi che compongono la Duma (Russia Unita, Comunisti, Liberaldemocratici e Russia Giusta) formulerà all’indirizzo del Primo Ministro dopo la conclusione del suo intervento, e a cui Putin sarà chiamato a rispondere. Successivamente, i capigruppo terranno dei mini-interventi con cui dichiareranno se si ritengono soddisfatti o meno dalle risposte ricevute dal governo.

Secondo quanto anticipato dal quotidiano Gazeta.ru, le domande riguarderanno prettamente il sociale, i salari,  l’istruzione e le politiche abitative.
Il Partito Comunista, per esempio, chiederà al premier di informare l’Assemblea sulla nuova legge sull’istruzione, mentre i Liberaldemocratici di Zhirinovskij punteranno l’accento sulla crescita dell’economia nazionale, decisamente inferiore a quella di altri paesi emergenti come Brasile, India e Cina, che insieme alla Russia e al Sudafrica costituiscono i cosiddetti BRICS.
Russia Giusta (schieramento socialista-populista) chiederà invece al premier di riferire sulla fuga dei cervelli, che starebbe privando il Paese dei suoi migliori talenti, e su quali politiche sono state adottate per evitare che i cittadini con elevato grado di istruzione lascino la Russia alla ricerca di migliori salari e opportunità professionali.
I salari saranno anche al centro dell’intervento di Russia Unita, il partito di maggioranza assoluta (di cui fanno parte sia Putin che del presidente Medvedev), che solleverà il tema delle retribuizioni degli insegnanti.

Una polemica si è tuttavia aperta dopo che il portavoce di Putin aveva specificato che solo le interpellanze di Russia Unita (di cui il premier è presidente) sarebbero state presentate al premier prima della sessione di lavoro. Il presidente della Commissione per i regolamenti della Duma, Arshba, ha però motivato questa decisione con l’esigenza di concedere più tempo al premier per rispondere su questioni di interesse nazionale.

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