Mistero sulla sorte del terrorista Doku Umarov

Doku Umarov

A due giorni dalle prime notizie, non ci sono ancora conferme ufficiali sulla morte di Doku Umarov, il numero uno della guerriglia cecena che, secondo alcuni media russi, sarebbe rimasto ucciso lunedì durante un blitz delle forze di sicurezza di Mosca in un sospetto campo d’addestramento in Inguscezia, utilizzato presumibilmente per preparare attacchi kamikaze.

Nell’azione, supportata anche da mezzi dell’aviazione, sono morti 17 guerriglieri, tra cui uno dei guardaspalle di Umarov ed il medico personale del terrorista ceceno: la presenza di due uomini vicinissimi alla primula del terrorismo caucasico ha fatto ritenere le autorità russe che anche Umarov potesse trovarsi in quel campo, tanto che il Kommersant aveva ventilato l’ipotesi della sua morte.

Dopo qualche ora però l’antiterrorismo russo ha ridimensionato queste ipotesi, specificando che tra i corpi dei guerriglieri uccisi, molti maciullati e carbonizzati, era impossibile riconoscere quello di Umarov. Cautela sembra essere la parola d’ordine di queste ore a Mosca, poichè in passato Umarov era stato dato erroneamente per morto in ben otto occasioni: sarà il test del DNA, che il FSB ha ordinato di effettuare sui cadaveri, a stabilire se la guerriglia jihadista caucasica è effettivamente rimasta orfana del suo leader.

Doku Umarov, 47 anni, è ritenuto la mente dei peggiori attentati terroristici contro la Russia degli ultimi anni: dalla strage alla scuola elementare di Beslan nel 2004 agli attacchi alla metropolitana di Mosca nel 2010 e all’aeroporto di Domodedovo nel 2011, tutti portano la sua firma.
A capo della più potente milizia islamica del Caucaso, sospettato di essere la testa di ponte di al-Qaeda nel sud della Russia, Umarov ha sempre dichiarato di combattere per rendere indipendente la regione, trasformandola in un emirato islamico di cui si è già proclamato “Emiro”.

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