Centrali atomiche russe “a prova di terremoto”?

Dopo l’incidente di Fukushima, il dibattito sull’opportunità di produrre energia attraverso le centrali nucleari ha investito mezzo mondo. Non ha fatto eccezione la Turchia, paese ad alto rischio sismico, che si appresta a dotarsi nel sud del paese della sua prima centrale atomica, costruita dalla russa Atomstrojexport: la paura che un terremoto devastante possa provocare un incidente come quello della cittadina giapponese ha suscitato perplessità, tali obbligare la Russia a fornire tempestive rassicurazioni al governo di Ankara.

E’ stato lo stesso presidente russo Medvedev, in un colloquio con il premier turco Erdogan tenuto ieri a Mosca, a sottolineare come la nuova generazione di centrali nucleari russe sia capace di resistere anche a terremoti potenti quanto quello che nel 1999 devastò il nord-ovest della Turchia. “La Rosatom (la holding di stato per l’energia atomica, ndr) e la Atomstrojexport useranno nuove tecniche per la costruzione dell’impianto”, ha dichiarato Medvedev, a cui ha fatto eco Erdogan, definendo la centrale in realizzazione ad Akkuyu “un esempio per il resto del mondo”.

Sarà davvero così? Intanto, proprio ieri Mosca e Minsk hanno firmato un accordo di cooperazione tecnologica che consentirà alla Bielorussia di dotarsi, entro il 2017, del suo primo impianto nucleare.

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