Russia, guerra dichiarata alla corruzione

Il palazzo della Duma a Mosca

La Duma, la Camera bassa del parlamento russo, ha iniziato la discussione di una normativa che rafforza le sanzioni contro i reati di corruzione: se la proposta diventerà legge, i condannati per tangenti dovranno pagare alle casse dello Stato una multa 100 volte più grande della somma ricevuta come “bustarella”. La legge è destinata divenire un tassello vitale nella guerra dello Stato contro la corruzione, che è ritenuta uno dei motivi del ritardo nello sviluppo economico del paese. I reati legati alla riscossione di tangenti in Russia sono raddoppiati nello spazio di un anno: un terzo di tutti i crimini economici nel paese ricade sotto il reato di corruzione, per la maggior costituita da piccole somme di denaro.
La nuova legge fungerà da deterrente, o almeno punta a scoraggiare tentativi di corruzione, vista la pesantissima sanzione pecuniaria prevista. Secondo lo speaker della Duma, Gryzlov, lo Stato otterrà maggiori risultati con le maximulte comminate, piuttosto che a tenere dietro le sbarre i corrotti. “L’ammontare della multa sarà superiore alla tangente di un centinaio di volte, fino ad un tetto massimo di 500 milioni di rubli (circa 15 milioni di euro), il corrotto sarà condannato ad un massimo di 15 anni di carcere, mentre il corruttore dovrà scontare una pena detentiva fino a 12 anni”, ha dichiarato Gryzlov.

Il presidente Medvedev, che ha fortemente voluto questa legge, ritiene le sanzioni pecunarie colpiranno i tangentisti dove fa loro più male, nella loro avidità. Nuove iniziative di lotta contro la corruzione saranno annunciate a breve.

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