Italia e Russia unite contro il narcotraffico

Coltivazioni di oppiacei in Afghanistan

Viktor Ivanov, a capo dell’Agenzia russa per il controllo del traffico di droga, sarà oggi pomeriggio a Roma per discutere  di un’azione congiunta di contrasto al narcotraffico dall’Afghanistan. Russia e Italia infatti hanno in progetto di dar vita ad un programma comune per combattere il traffico di stupefacenti che le organizzazioni terroristiche, in combutta con le mafie, utilizzano per finanziare le proprie attività.

Quello della lotta alla coltivazione di droga afghana sembra essere diventata una delle prime preoccupazioni di Mosca. Il motivo è dettato dal fatto che la Russia e l’ex territorio sovietico sono diventati luoghi di transito del traffico degli oppiacei coltivati in Afghanistan, attorno al quale le mafie locali hanno creato un vero e proprio business.

Ad ottobre Ivanov espresse critiche molto severe sul modo con cui gli Usa stanno gestendo la lotta agli stupefacenti nel martoriato paese asiatico: “Le forze di sicurezza internazionali che operano in Afghanistan dicono che distruggeranno solo i campi di oppio legati ai Taliban. In altre parole, del 99,8 per cento delle coltivazioni se ne dovranno occupare le autorità di Kabul, che certo non potranno fare molto”.

La scorsa estate anche Pino Arlacchi, europarlamentare ed ex Alto Commissario Onu per la lotta alla droga, mostrò durante un convegno a Mosca che la produzione di oppio in Afghanistan era stata quasi debellata a metà del 2001, grazie ad uno specifico programma delle Nazioni Unite da lui guidato. Tuttavia, l’invasione Usa nell’autunno di quello stesso anno vanificò di fatto quei risultati, favorendo una ripersa del narcotraffico.

Vedi anche:
Gli errori USA nella lotta alla droga in Afghanistan
Arlacchi: “Nuove strategie contro la droga afghana”