In forte crescita l’export di armi da guerra russe

Sukhoi Su-27

Un caccia Sukhoi Su-27 (military-news.com)

L’industria russa degli armamenti va a gonfie vele quasi quanto quella delle materie prime energetiche: stando ai dati del Servizio Federale per la cooperazione tecnico-militare (FSVTS), pubblicati dal Kommersant, l’export di armi russe ha raggiunto lo scorso anno un valore di mercato di oltre 10 miliardi di dollari, superando perfino le previsioni di inizio 2010, che stimavano esportazioni per un valore di 9,5 milioni di dollari.

In più, l’industria militare russa registra anche un aumento  degli ordinativi fino a 48 miliardi di dollari, in gran parte attribuibili alle commesse della holding statale Rosoboronexport, attorno alla quale sembra essersi sviluppato però anche un indotto di piccole e medie imprese, che hanno fatto registrare dati estremamente positivi.

Il boom di richieste sembra aver spiazzato i russi stessi, che ora temono di non riuscire a stare dietro all’aumento della domanda mondiale, della quale gli analisti economici prevedono ulteriore crescita nei prossimi anni: il fatto che le commesse del governo abbiano la precedenza su quelle degli altri paesi rischia di creare qualche problema per le consegne della “merce”.

Il primo paese importatore di armi russe è diventata l’India, con la quale Mosca ha in corso anche una serie di progetti strategici, dal missile da crociera “BrahMos” ad un nuovo aereo da trasporto militare. I principali acquirenti di armi russe sono nazioni asiatiche ed africane: tra di esse anche la Libia, che giusto un anno fa firmò con Mosca un contratto per 1,3 miliardi di euro in armi da fuoco, equipaggiamenti e tecnologie militari.

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