Diritti Umani, l’Onu plaude alla politica di Medvedev

L' Alto Commissario Onu Navi Pillay

L’Alto Commissario Onu per i Diritti Umani ha elogiato il governo russo per gli sforzi volti a sviluppare il ruolo della società civile nella politica nazionale, ed ha esortato Mosca a garantire maggiormente la sicurezza degli attivisti dei diritti umani e dei giornalisti.
Durante la sua prima visita ufficiale in Russia, Navi Pillay, un passato da legale di attivisti anti-apartheid in Sud Africa, ha incontrato il presidente russo Medvedev ed altri alti esponenti delle istituzioni russe, ed ha avuto dei colloqui con gli attivisti per i diritti umani del centro “Andrej Sakharov”.

Nella conferenza stampa conclusiva del suo viaggio in Russia, l’alto esponente Onu ha lodato Medvedev “per la sua visione chiara e le sue dichiarazioni pubbliche riguardanti l’importanza delle riforme attinenti i diritti umani  come parte del processo di modernizzazione del paese”.
La Pillay si è detta convinta che al vertice dello Stato russo ci sia finalmente consapevolezza del grave deficit di fiducia che la popolazione nutre verso le istituzioni, le quali dovrebbero difendere lo Stato di diritto e che invece hanno trascurato per troppo tempo”.

Il riferimento è al recente avvio di una riforma del Ministero degli Interni, nonché dei sistemi giudiziario e carcerario, volute dal presidente russo. L’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani plaude alla nuova legge sui poteri della polizia, che dovrebbe entrare in vigore il 1° marzo: “Apprezzo la portata e il contenuto della legge, che riprende gli standard internazionali contenuti nel Codice di condotta delle Nazioni Unite per le forze dell’ordine, e il modo in cui il governo l’ha sottoposta al pubblico dibattito e ha preso in considerazione le opinioni della società civile durante il processo di stesura”.

Infine un suggerimento per contrastare gli abusi della polizia su persone sottoposte a fermo: “Il governo potrebbe allestire un sistema di videosorveglianza che monitorizzi gli agenti impegnati in interrogatori, nel tentativo di prevenire maltrattamenti, torture e altre violazioni dei diritti umani”.

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