Processo Khodorkovskij: “Verdetto pilotato dal Potere”

La sentenza che ha condannato a tredici anni di carcere per corruzione l’ex numero uno della Yukos Michail Khodorkovskij sarebbe stata imposta da “altissime sfere” del potere russo: a sostenerlo è Natalja Vasileva,  assistente del giudice moscovita Viktor Danilkin, che lo scorso dicembre emise il verdetto contro il capo di quello che, ad inizio anni Duemila, era il più grande colosso petrolifero privato della Russia. In un’intervista rilasciata all’emittente via cavo Dozhd Channel, la Vasileva ha dichiarato che la prima sentenza del giudice Danilkin sarebbe stata “sostituita” con una seconda impostagli contro la sua volontà: “Agli alti papaveri non piaceva il verdetto originale, così l’hanno fatto sostituire con un altro”, ha dichiarato la donna, aggiungendo che la nuova sentenza sarebbe stata opera di funzionari del Tribunale cittadino di Mosca. La Vasileva afferma di non aver avuto altra scelta se non quella di divulgare questa notizia, dopo essere rimasta “profondamente sconcertata” dalla realtà del sempre più criticato sistema giudiziario russo. “Non c’è dubbio che ora le mie parole verranno smentite”, ha aggiunto. Ed infatti, puntuale è arrivata la replica del giudice Danilkin, che ha definito l’accusa della Vasileva come insensata. Anche il Tribunale cittadino di Mosca ha respinto ogni illazione, bollando come “provocatorie” le dichiarazioni della Vasileva.

Continua dunque lo scambio di accuse sul caso-Khodorkovskij: “una farsa” secondo gli oppositori del governo, una messinscena voluta da Vladimir Putin per eliminare un suo pericoloso avversario politico, che non ha mai nascosto il suo sostegno ai movimenti di opposizione.

I sostenitori di Khodorkovskij e le organizzazioni a difesa dei diritti umani hanno sempre parlato di “sentenza già scritta”, specie dopo che Putin, commentando in un’intervista l’avvio del processo, aveva auspicato una condanna poichè “il posto di un ladro è in carcere”. Un’affermazione, questa, da cui si era dissociato il presidente Medvedev, che aveva sottolineato come in un ordinamento democratico nessun potere può e deve esercitare influenza sui giudici.
Parole che avevano colpito lo stesso Khodorkovskij, tanto da spingerlo a scrivere nei giorni scorsi una lettera aperta al presidente, pubblicata dal quotidiano Vedomosti, in cui chiedeva a Medvedev di “ripristinare la giustizia in Russia”.

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