Gorbaciov: il mondo arabo come l’Est Europa nel 1989

1989: tedeschi in festa sul Muro di Berlino

In un’intervista rilasciata ieri alla britannica Sky News, l’ex presidente sovietico Michail Gorbaciov è intervenuto a proposito delle rivolte democratiche in Tunisia e in Egitto, che in molti versi ricordano quelle dell’autunno del 1989 nell’Europa Orientale, quando, sull’onda della glasnost, i regimi comunisti al potere si sgretolarono in un effetto-domino, sotto i colpi delle manifestazioni di piazza: “La gente ha bisogno di sentirsi padrona della propria nazione. Ci sono alcuni, tra politici e analisti, che hanno affermato che bisogna impedire a questi paesi di prendere la ‘strada di Gorbaciov’, ovvero elezioni libere, libertà di parola, democratizzazione. Dicono che questa è una strada pericolosa, ma lo è solo per le elites al potere: bisogna invece pensare ad uno sviluppo sociale, perchè solo così il popolo potrà esercitare influenza sui politici”.
Per Gorbaciov, l’idea di democrazia non è affatto destinata a fallire in Egitto e in Tunisia: “Nel mondo arabo potrebbe essere iniziata un’era nuova e decisiva per il ruolo che i paesi nordafricani e mediorientali avranno nelle politiche per la sicurezza globale: arabi e musulmani dovrebbero essere maggiormente coinvolti nel processo di creazione di  un mondo più sicuro. Hanno già avuto una parte importante nella lotta al terrorismo, ma ora potrebbero fare di più“.

A proposito di terrorismo, non sono mancati riferimenti alla strage all’aeroporto di Mosca-Domodedovo del 24 gennaio scorso. Un evento che, secondo Gorbaciov, dimostra come il Cremlino debba necessariamente rivedere le proprie politiche di contrasto al terrorismo caucasico: “La frequenza di questi attacchi è cresciuta molto. Ma pensare di battere il terrorismo solo con cannoni e fucili è un’idea del tutto sbagliata. Povertà, sottosviluppo ed instabilità politica sono i veri fattori chiave nella lotta al terrorismo, verso di cui bisogna concentrarsi e agire“.

L’ex leader sovietico ha lanciato strali anche verso l’attuale situazione politica in Russia, verso di cui ultimamente è molto critico, definendo il Paese una “mezza democrazia” che diventerà completa solo quando finiranno le azioni che il governo mette in atto contro l’opposizione: “Un paio di anni fa decisi di fondare una nuova forza politica, ma il vice-capo dell’amministrazione presidenziale, Surkov, mi disse che avrei solo perso tempo, perchè non avrebbe autorizzato il mio partito a svolgere attività politica“.

Infine un giudizio sui due suoi successori, Medvedev e Putin. Su di una loro possibile sfida alle elezioni presidenziali del 2012 Gorbaciov è scettico. “Penso che Putin non si candiderà. Due mandati da presidente sono più che sufficienti, e lui due mandati li ha già avuti“.

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