“La Georgia potrebbe esplodere come l’Egitto”

Il presidente georgiano Saakhasvili

Il presidente georgiano Saakhasvili

Durissimo affondo della leader dell’opposizione georgiana, Nino Burzhanadze, contro la politica del presidente Mikeil Saakhasvili: la Burzhanadze non ha escluso che presto anche la Georgia possa insorgere contro il governo autoritario di  Saakhasvili, come è accaduto nelle ultime settimane in Egitto e Tunisia.

“Saakhasvili dice che la crisi economica non ha toccato la Georgia, ma è falso – ha dichiarato la Burzhanadze -. L’inflazione è cresciuta, i generi alimentari e il carburante sono aumentati, ma a dispetto di ciò il governo si è permesso di spendere soldi pubblici per oscurare l’opposizione. Non escludo che i recenti eventi nordafricani possano ripetersi anche qui da noi”.
L’esponente politico georgiano definisce irresponsabile la politica di Saakhasvili: “Nonostante i fiumi di denaro regalati ai lobbisti, le prospettive di sviluppo per la Georgia sono negative. A Tbilisi serve un cambiamento politico, come sta accadendo al Cairo”.

Il riferimento è alle ingenti somme di denaro (si parla di 300mila dollari) che il governo georgiano ha pagato al Podesta Group, influente società di lobbying americana, affinchè creasse un rapporto di fiducia tra la Georgia e l’amministrazione Obama. Una volta ospite prediletto di Bush jr. per le sue posizioni apertamente antirusse, Saakhasvili non è invece riuscito a ricreare lo stesso “feeling” con Barack Obama, che non lo invitò nemmeno alla cerimonia di insediamento alla Casa Bianca nel 2009.

Sebbene il Dipartimento di Stato sottolinei frequentemente che i rapporti tra Washington e Tbilisi non sono mutati, è evidente  (e il ricorso ad una società di lobbying lo conferma) che il presidente georgiano, la cui fulminea carriera politica fu sostenuta dall’allora amministrazione repubblicana, non sia ritenuto molto affidabile dagli Usa. Saakhasvili paga infatti il suo avventurismo in politica estera, simboleggiato dall’attacco militare all’Ossezia del Sud e all’Abkhazia, entrambe filorusse, nell’agosto 2008, azione che portò ad una dura rappresaglia di Mosca, e che causò un ulteriore peggioramento nelle relazioni diplomatiche tra il Cremlino e la Casa Bianca.

Mikeil Saakhasvili è stato spesso accusato dai suoi oppositori (molti dei quali suoi ex alleati, come appunto la Burzhanadze) di aver trasformato in una dittatura la “Rivoluzione delle rose” con cui salì al potere nel 2003. La scorsa primavera alcuni rappresentanti dei movimenti d’opposizione denunciarono arresti e violenze da parte delle forze di sicurezza dopo una manifestazione antigovernativa, mentre l’Osce nel giugno scorso evidenziò alcune irregolarità nelle elezioni amministrative, che avrebbero favorito il partito del presidente.

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