Mosca rende omaggio agli ottant’anni di Gorbaciov

Michail Gorbaciov

Il prossimo 2 marzo Michail Gorbaciov supererà il traguardo degli ottant’anni e per l’occasione Mosca gli dedica una mostra dal titolo molto semplice: “Michail Gorbaciov. Perestrojka”.
La mostra, inaugurata lo scorso 25 gennaio presso il centro espositivo “Maneggio” in prossimità dell’omonima piazza moscovita, presenta al visitatore oltre 300 fotografie, libri, ritagli di giornale e prodotti degli anni della Perestrojka, oltre che spezzoni di programmi TV dell’epoca, mostrati a ripetizione sui maxi-schermi all’interno delle sale.

L’allestimento, in modo talvolta brusco, porta i visitatori indietro nel tempo fino ai drammatici giorni delle manifestazioni di piazza e dei negozi vuoti, del crollo del Muro di Berlino e del ritorno delle truppe sovietiche dall’Afghanistan. A stupire sono le espressioni, molto varie, sui volti delle persone ritratte nelle foto, che vanno dalla speranza di un cambiamento alla disperazione per gli sconvolgimenti politici e sociali.

Organizzatrice di questa mostra è la figlia di Gorbaciov, Irina, che è anche vice presidente della Fondazione Gorbaciov: “Dopo molti anni di totalitarismo – ha dichiarato la Irina Gorbaciova all’emittente Voice of Russia (l’ex Radio Mosca) – Michail Gorbaciov ebbe il coraggio di dare una possibilità alla libertà di parola, di mercato, di movimento. Tuttavia, questa possibilità non sempre è stata utilizzata al meglio. Alcune cose avrebbero potuto andare in modo diverso. La gente non era sempre pronta per questa libertà, e anche adesso, probabilmente, molti non hanno ancora comprenso la piena portata di quanto accaduto al nostro paese e a noi tutti. Io non voglio dipingere mio padre come un messia il cui avvento ha portato luce al mondo. Voglio solo che la gente capisca che Gorbaciov probabilmente non era perfetto, ma ha fatto molte cose buone – come, per esempio, fermare la Guerra fredda e far ripartire buone relazioni con l’Occidente. Per molti anni, l’Unione Sovietica e l’Occidente hanno avuto paura l’una dell’altro: ciò ci ha portato a costruire quantità enormi di missili, a discapito della produzione di cibo o vestiti. Gorbaciov mise fine a questa paranoia“.

L’obiettivo degli organizzatori della mostra ruota attorno a queste parole: aiutare le persone a comprendere meglio gli anni, duri ma al contempo romantici, della Perestrojka.