Il terrorista ceceno Ruslan Umarov detenuto in Italia?

Doku Umarov

Ruslan Umarov, fratello del capo-guerrigliero ceceno Doku Umarov ed elemento di spicco della guerriglia separatista anti-russa, sarebbe detenuto nel Centro di identificazione ed espulsione di Gradisca d’Isonzo (GO). La notizia è stata pubblicata sull’edizione di ieri de Il Piccolo di Trieste.

Un uomo, dalle caratteristiche fisiche simili a quelle di Umarov, sarebbe stato arrestato dai Carabinieri lo scorso 6 gennaio alla stazione ferroviaria di Mestre, poco dopo essere giunto da Parigi: l’azione è scattata grazie ad un’informativa dei servizi segreti francesi, che sospettavano un possibile coinvolgimento dell’uomo in azioni terroristiche nel nostro Paese.

Secondo il quotidiano triestino, al momento dell’arresto l’uomo non aveva con sè documenti, e ciò avrebbe complicato le fasi di riconoscimento. L’uomo avrebbe chiesto subito asilo politico all’Italia, e la sua richiesta sarebbe al momento al vaglio delle autorità italiane, che ancora non confermano ufficialmente la presenza di un terrorista che risponde alla descrizione di Ruslan Umarov al CIE di Gradisca.

Nel pomeriggio, tuttavia, un piccolo spiraglio di luce ha illuminato questo giallo: secondo l’ANSA, fonti autorevoli (non citate) avrebbero riferito che l’arrestato non sarebbe Ruslan Umarov, bensì Anvar Shapirov, anch’egli guerrigliero e fratello di una delle due “vedove nere” che lo scorso 29 marzo si fecero esplodere nella metropolitana di Mosca, uccidendo 40 persone, in un’azione rivendicata appunto da Doku Umarov.

Nessuna conferma da Mosca nè dall’Ambasciata russa di Roma sull’identità dell’arrestato: per ora i rappresentanti diplomatici russi si sono limitati a riferire che sono in corso verifiche sulla notizia. Tuttavia contatti per una possibile estradizione sarebbero già in corso tra Mosca e la Farnesina.

Ruslan Umarov, 35 anni, è l’unico fratello rimasto in vita dell’uomo che in Cecenia agisce da referente di Al-Qaeda: Doku Umarov, soprannominato l’Emiro del Caucaso per il suo progetto di creare un Emirato Islamico nella regione, ha rivendicato numerose stragi compiute contro i russi, compreso il recente attacco all’aeroporto di Domodedovo.