Janukovic, che gaffe: “Venite in Ucraina per le ragazze”

Come se non bastassero già le critiche in patria per la sua pessima padronanza della lingua ucraina (essendo lui russofono), da ieri il presidente ucraino Viktor Janukovic è finito nell’occhio del ciclone per un’infelice battuta a sfondo sessuale pronunciata durante il Forum Economico di Davos. Nell’ambito di una sessione dei lavori, Janukovic si è lasciato scappare una dichiarazione politically uncorrect sul ruolo che le belle ragazze ucraine dovranno avere nell’attrarre turisti e investitori stranieri in occasione dei prossimi Europei di calcio, in programma in Polonia e Ucraina dal giugno 2012. “Venite a vedere con i vostri occhi quando i castagni a Kiev cominciano a fiorire. E quando nelle città ucraine le ragazze cominciano a spogliarsi: osservare queste bellezze è qualcosa di meraviglioso”, ha dichiarato il presidente riferendosi al guardaroba estivo delle sue concittadine, con un tono così ambiguo da scatenare subito un vespaio di polemiche.
In Ucraina infatti sono già molte le organizzazioni umanitarie e le associazioni che hanno lanciato l’allarme-prostituzione in occasione di Euro 2012: il timore è che le organizzazioni malavitose possano utilizzare l’evento per favorire il turismo sessuale nel paese, e la frase di Janukovic sembra fatta apposta per questo.
Non è un caso che negli ultimi anni in Ucraina sia nata Femen, un’organizzazione che, con manifestazioni spesso estreme (tipo sfilate in topless per le strade o bagni in bikini nelle fontane), cerca di sollevare l’attenzione dell’Europa sulla difficile condizione delle donne ucraine. E proprio Femen è stata tra le prime a evidenziare il rischio che Euro 2012 possa trasformare le città ucraine in tante Bangkok.

Non è la prima volta che a Kiev i politici si rendono protagonisti di gaffe clamorose. Sempre Janukovic, durante la campagna elettorale per le Presidenziali 2010, nel tentativo di screditare la sua avversaria Julija Timoshenko dichiarò che “il posto di una donna è in cucina e non in politica”. A marzo scorso, il neo-premier Azarov giustificò la mancanza di donne nel suo governo con il fatto che l’Ucraina aveva bisogno di “gente responsabile, disponibile a lavorare anche nei weekend e capace di dire di no”, provocando le proteste di Femen che invitò mogli e fidanzate ucraine ad uno sciopero del sesso nei confronti dei propri uomini.
Infine la pessima uscita di ieri del presidente ucraino, che ricorda molto quella di Berlusconi a Wall Street nel 2003, quando invitò le imprese Usa a investire in Italia perchè “ci sono le segretarie più belle con cui si può lavorare in letizia”. Peccato che la platea fosse formata anche da numerose top manager e donne in carriera, che rimasero letteralmente di ghiaccio di fronte a quella dichiarazione.

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