Lenin via dalla Piazza Rossa? I russi dicono sì sul web

Il Mausoleo di Lenin a Mosca

Ad 87 anni dalla sua morte, Russia Unita s’interroga su Lenin, o meglio sul suo corpo imbalsamato, che dal 1924 è esposto nel Mausoleo sulla Piazza Rossa. Il partito di Putin e Medvedev ha lanciato un sondaggio on-line attraverso il sito www.goodbyelenin.ru (creato per l’occasione), in cui chiede ai russi di esprimersi sull’ipotesi di dare a Lenin una sepoltura definitiva, magari in uno dei cimiteri della capitale dove sono sepolti i grandi di Russia.

Alle 14 ora di Mosca, alla domanda “Siete favorevoli all’idea di dare sepoltura alle spoglie di Vladimir Ilic Lenin?” il 70% degli oltre 178mila votanti aveva risposto “Sì” mentre il 30% si è schierato per il “No”.

Il dibattito sulla sorte delle spoglie del padre della Rivoluzione d’Ottobre ha ormai quasi 20 anni: si cominciò a parlarne subito dopo la fine dell’Unione Sovietica, ma il corpo imbalsamato di Lenin è ancora lì, a dimostrazione del fatto che prendere una decisione a riguardo non è mai stato facile.
A metà degli anni Novanta, dopo aver affermato di voler liberare la Piazza Rossa da un simbolo del passato regime, un Boris Eltsin alla disperata ricerca di sostegno popolare dovette fare retromarcia e firmare una legge votata dalla Duma a maggioranza comunista, che imponeva alle autorità municipali moscovite di mantenere l’integrità della Piazza Rossa e che di fatto impediva qualsiasi azione contro il Mausoleo dove riposa Lenin.
Quella del presidente fu una scelta obbligata nel tentativo per recuperare il consenso di quei cittadini che, pur non essendo comunisti, guardavano ancora con nostalgia al passato rappresentato da Lenin, specie dopo che le politiche economiche ultraliberiste varate nel 1992 dal premier Gaidar avevano ridotto alla fame buona parte di quello che fu il “ceto medio” sovietico.

Neanche per Putin è stato facile gestire la quota più ingombrante lasciatagli in eredità dall’Urss. Sebbene la sua prima presidenza sia stata caratterizzata da una serie di ammiccamenti alle glorie del passato sovietico (come l’inno nazionale con le note di quello dell’Urss e l’adozione della stella rossa come simbolo delle Forze armate), Putin ha anche cercato negli anni l’influente sostegno della Chiesa Ortodossa russa, che non è favorevole al fatto che la mummia di Lenin resti esposta ai turisti: più volte in passato il patriarca Alessio II aveva invitato il Cremlino a rimuovere dal centro di Mosca le spoglie mortali di Lenin e a concedere loro cristiana sepoltura.

Tuttavia, ora i tempi per una svolta sembrano maturi, come matura e in grado di prendere una decisione sembra la leadership russa. E’prossimo il giorno del vero “Goodbye, Lenin”?

Ad 87 anni dalla sua morte, Russia Unita

s’interroga su Lenin, o meglio sul suo

corpo imbalsamato, che dal 1924 è

esposto nel Mausoleo sulla Piazza Rossa.

Il partito di Putin e Medvedev ha

lanciato un sondaggio on-line attraverso

il sito http://www.goodbyelenin.ru (creato per

l’occasione), in cui chiede ai russi di

esprimersi sull’ipotesi di dare a Lenin

una sepoltura definitiva, magari in uno

dei cimiteri della capitale dove sono

sepolti i grandi di Russia.

Alla chiusura dell’urna telematica, alle 24 di ieri ora di Mosca, alla

domanda “Siete favorevoli all’idea di

dare sepoltura alle spoglie di Vladimir

Ilic Lenin?” il 69% degli oltre 68mila

votanti aveva risposto “Sì” mentre il

31% si è schierato per il “No”.

Il dibattito sulla sorte delle spoglie

del padre della Rivoluzione d’Ottobre ha

ormai quasi 20 anni: si cominciò a

parlarne subito dopo la fine dell’Unione

Sovietica, ma il corpo imbalsamato di

Lenin è ancora lì, a dimostrazione del

fatto che prendere una decisione a

riguardo non è mai stato facile.
A metà degli anni Novanta, dopo aver

affermato di voler liberare la Piazza

Rossa da un simbolo del passato regime,

un Boris Eltsin alla disperata ricerca

di sostegno popolare dovette fare

retromarcia e firmare una legge votata

dalla Duma a maggioranza comunista, che

imponeva alle autorità municipali

moscovite di mantenere l’integrità della

Piazza Rossa e che di fatto impediva

qualsiasi azione contro il Mausoleo dove

riposa Lenin.
Quella del presidente fu una scelta

obbligata nel tentativo per recuperare

il consenso di quei cittadini che, pur

non essendo comunisti, guardavano ancora

con nostalgia al passato rappresentato

da Lenin, specie dopo che le politiche

economiche ultraliberiste varate nel

1992 dal premier Gaidar avevano ridotto

alla fame buona parte di quello che fu

il “ceto medio” sovietico.

Neanche per Putin è stato facile gestire

la quota più ingombrante lasciatagli in

eredità dall’Urss. Sebbene la sua prima

presidenza sia stata caratterizzata da

una serie di ammiccamenti alle glorie

del passato sovietico (come l’inno

nazionale con le note di quello

dell’Urss e l’adozione della stella

rossa come simbolo delle Forze armate),

Putin ha anche cercato negli anni

l’influente sostegno della Chiesa

Ortodossa russa, che non è favorevole al

fatto che la mummia di Lenin resti

esposta ai turisti: più volte in passato

il patriarca Alessio II aveva invitato

il Cremlino a rimuovere dal centro di

Mosca le spoglie mortali di Lenin e a

concedere loro cristiana sepoltura.

Tuttavia, ora i tempi per una svolta

sembrano maturi, come matura e in grado

di prendere una decisione sembra la

leadership russa. E’prossimo il giorno del vero “Goodbye, Lenin”?