Russia e Gran Bretagna alleate per l’Artico

Separate da divergenze politiche (il caso-Litvinenko, l’asilo all’ex guerrigliero ceceno Zakajev) Mosca e Londra si trovano alleate nel nome delle fonti energetiche: il gigante petrolifero russo Rosneft e la British Petroleum hanno raggiunto un accordo per un’azione comune di sfruttamento della piattaforma artica, come hanno annunciato lo scorso 14 gennaio le due compagnie in una conferenza stampa congiunta.

La cooperazione tecnologica sarà il perno intorno a cui ruoterà l’intero accordo, che prevede la nascita in Russia di un Centro d’eccellenza per l’Artico: quest’ultimo lavorerà con i più importanti poli di ricerca russi ed internazionali per migliorare l’efficienza nel campo dell’estrazione di idrocarburi in tutta la regione artica. Ma soprattutto, il nuovo centro di ricerca opererà per garantire un’estrazione di gas e petrolio in tutta sicurezza, per scongiurare rischi all’ambiente circostante la piattaforma artica: nessuno ha dimenticato che il disastro petrolifero di un anno fa nel Golfo del Messico fu provocato proprio da una piattaforma BP, e ciò preoccupa non poco gli ambientalisti.

Vladimir Putin tuttavia, a margine di un colloquio con l’amministratore delegato di BP Dudley, ha voluto tranquillizzare i movimenti ecologisti, già sul piede di guerra, sottolineando che l’accordo prevede la creazione una specifica struttura di ricerca per prevenire qualsiasi pericolo per l’ecosistema artico.
Il premier russo ha anche (e soprattutto) evidenziato il quantitativo di gas e petrolio che finirà sotto la gestione congiunta russo-britannica: le stime parlano di dieci trilioni di metri cubi di gas naturale, e di 5 miliardi di tonnellate di greggio.

L’alleanza anglo-russa è stata accolta positivamente dalla maggior parte degli analisti finanziari russi, che prevedono una reazione positiva dei mercati.

Vedi anche
La NATO teme una nuova Guerra Fredda per l’Artico

Annunci