La Russia salva Roma da un attentato. Ma è un film

La locandina del film (versione estera)

Ron Howard battuto sul tempo da Evgenij Lavrentiev. Questo regista pressochè sconosciuto qui da noi, ma famosissimo in Russia per i suoi film d’azione, è infatti l’autore di una pellicola che nelle sale cinematografiche russe fu nel 2004 il successo dell’anno. Cosa c’entra allora con Ron Howard? C’entra, perchè il film in questione si chiama Lichnyj nomer (Numero personale) ed ha come filo conduttore un attentato a Roma, proprio come “Angeli e Demoni”, che l’ex Richie di Happy Days avrebbe iniziato a girare di lì a qualche anno.
Ma le similitudini finiscono qui, perchè questo film ha una trama che ricorda più i blackbuster americani che i romanzi di Dan Brown.

La storia è quella che dopo l’11 settembre (e anche prima) Hollywood ci ha propinato decine di volte: un gruppo terrorista arabo-wahabita, in combutta con i guerriglieri ceceni e spalleggiati da un mafioso russo (che ricorda molto l’oligarca Boris Berezovskij), dopo aver colpito vittime innocenti in Russia, decide di compiere un terribile attentato nella Città Eterna, durante il G8, presieduto dal premier italiano (interpretato da Orso Maria Guerrini, con evidente riferimento a Berlusconi) che si trova così nel mirino dei terroristi. Ma un’azione congiunta tra le forze speciali russe e quelle occidentali eviterà il peggio ed assicurerà il giusto castigo ai cattivi di turno.

Guarda il trailer

Lichnyj nomer, che ha avuto una distribuzione anche all’estero con il titolo Countdown (Conto alla rovescia), è un classico film del cinema di propaganda: per nulla diverso dai tanti B-movies statunitensi interpretati dai vari Chuck Norris, Steven Seagal e affini (senza scomodare mostri sacri degli anni Ottanta come Stallone, Schwarznegger e Bruce Willis, di cui ricorda vagamente Die Hard), il film si caratterizza per il fatto che stavolta i russi fanno la parte dei protagonisti buoni, belli e animati da sano amor patrio.
Le due case di produzione sono la Film Master e la Top Line Production, entrambe attive su cinema e fiction dal sapore patriottico, tanto che qualcuno sospetta che sia proprio il governo a finanziarne le attività.

I russi sembrano dunque aver imparato dagli americani l’importanza del cinema “propagandistico” d’esportazione. Per la verità, ci avevano già provato senza successo nel 1986, per tentare di arginare il messaggio filo-Usa del reaganiano “Rambo 2” che ormai imperversava in tutto il mondo: il film di allora si chiamava Odinochnoe Plavanije (Viaggio a senso unico), e narrava la storia di un commando delle forze speciali russe che smaschera un complotto per far scoppiare una guerra tra Usa e Urss, ordito dalla CIA in combutta con fabbricanti di armi. Un film di cui non è rimasto che uno sbiadito ricordo.
Il pensiero è che Countdown ripercorrerà lo stesso iter, sebbene abbia incassato circa 7 milioni di dollari nei suoi mesi di programmazione: probabilmente nessuno dei produttori pensava di farne una pellicola da Oscar, bensì solo di mostrare all’estero un volto della Russia diverso da quello da decenni mostrato da Hollywood.

In realtà, quando si parla di film russi girati in risposta a quelli americani, l’unico esempio degno di essere ricordato è Solaris di Andreij Tarkovskij (1972), unanimemente riconosciuto come un capolavoro della fantascienza e considerato appunto la risposta russa a 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, altro capolavoro della storia del cinema mondiale, uscito nelle sale nel 1968.

Ron Howard battuto sul tempo da Evgenij Lavrentiev. Questo

regista pressochè sconosciuto qui da noi, ma famosissimo in

Russia per i suoi film d’azione, è infatti l’autore di una

pellicola che nelle sale cinematografiche russe fu nel 2004 il

successo dell’anno. Cosa c’entra allora con Ron Howard?

C’entra, perchè il film in questione si chiama Lichnyi nomer

(Numero personale) ed ha come filo conduttore un attentato a

Roma, proprio come “Angeli e Demoni”, che l’ex Richie di

Happy Days avrebbe iniziato a girare di lì a qualche anno.
Ma le similitudini finiscono qui, perchè questo film ha una

trama che ricorda più i blackbuster americani che i romanzi

di Dan Brown.

La storia è quella che dopo l’11 settembre (e anche prima)

Hollywood ci ha propinato decine di volte: un gruppo

terrorista arabo-wahabita, in combutta con i guerriglieri

ceceni e spalleggiati da un mafioso russo (che ricorda molto

l’oligarca Boris Berezovski), dopo aver colpito vittime

innocenti in Russia, decide di compiere un terribile attentato

nella Città Eterna, durante il G8, presieduto dal premier italiano (interpretato da Orso Maria Guerrini, ma è evidente un riferimento a Berlusconi) che si trova così nel mirino dei terroristi. Ma un’azione congiunta tra le forze speciali russe e quelle occidentali eviterà il peggio ed assicurerà il giusto castigo ai cattivi di turno.

Lichnyi nomer, che ha avuto una distribuzione anche in

Francia e Germania con il titolo Countdown (Conto alla

rovescia), è un classico film del cinema di propaganda: per nulla diverso dai tanti B-movies statunitensi interpretati dai vari Chuck Norris, Steven Seagal e affini (senza scomodare mostri sacri degli anni Ottanta come Stallone, Schwarznegger e Bruce Willis, di cui ricorda vagamente Die Hard), il film si caratterizza per il fatto che stavolta i russi fanno la parte dei protagonisti buoni, belli e animati da sano amor patrio.
Le due case di produzione sono la Film Master e la Top Line

Production, entrambe attive su cinema e fiction dal sapore

patriottico, tanto che qualcuno sospetta che sia proprio il

governo a finanziarne le attività.

I russi sembrano dunque aver imparato dagli americani

l’importanza del cinema “propagandistico” d’esportazione.

Per la verità, ci avevano già provato senza successo nel 1986, per tentare di arginare il messaggio filo-Usa del reaganiano “Rambo 2” che ormai imperversava in tutto il mondo: il film di allora si chiamava Odinochnoe Plavanije (Viaggio a senso unico), e narrava la storia di un commando delle forze speciali russe che smaschera un complotto per far scoppiare una guerra tra Usa e Urss, ordito dalla CIA in combutta con fabbricanti di armi. Un film di cui non è rimasto che uno sbiadito ricordo.
Il pensiero è che Countdown ripercorrerà lo stesso iter, sebbene abbia incassato circa 7 milioni di dollari: probabilmente nessuno dei produttori pensava di farne una pellicola da Oscar, bensì solo di mostrare all’estero un volto della Russia diverso da quello da decenni mostrato da Hollywood.

In realtà, quando si parla di fim russi girati in risposta a quelli americani, l’unico esempio degno di essere ricordato è Solaris di Andreij Tarkovskij (1972), unanimemente riconosciuto come un capolavoro della fantascienza e considerato appunto la risposta russa a 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, altro capolavoro della storia del cinema mondiale, uscito nelle sale nel 1968.

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