USA-Russia, botta e risposta sui diritti umani

Boris Nemtsov e Vladimir Putin

Un fuoco incrociato di dichiarazioni in stile “guerra fredda” ha caratterizzato negli ultimi giorni le relazioni tra Stati Uniti e Russia. L’oggetto del contendere è stato, ancora una volta, il rispetto dei diritti umani, che Washington ritiene non garantito in Russia.
Tutto ha avuto inizio  lo scorso 31 dicembre, con una manifestazione tenuta dall’opposizione nella Piazza Trjunfalnaja di Mosca, che ha portato agli arresti numerosi attivisti tra cui Boris Nemtsov, ex vicepresidente nella Russia di Eltsin e oggi leader del partito Unione delle Forze di Destra.
Ieri, a sorpresa, in difesa degli arrestati si è addirittura schierato il National Security Council statunitense, che attraverso il suo portavoce ha manifestato la propria sorpresa nel “vedere arrestate e condannate delle persone – come Nemtsov e altri –  solo per aver fatto valere un loro diritto costituzionale”.

Dura la replica da parte russa, per bocca del vicepresidente della Commissione Esteri della Duma Aleksandr Kozlovskij, che ha rivendicato come nessuno abbia proibito a Nemtsov di esercitare i propri diritti di libertà di assemblea ed espressione durante un corteo autorizzato.
“Nemtsov è stato fermato e condannato a 15 giorni di carcere perchè voleva che il corteo seguisse un percorso diverso da quello concordato e ha tentato così di superare il cordone disposto dalla polizia – ha dichiarato Kozlovskij ai giornalisti -. Ciò avrebbe comportato problemi per la sicurezza, visto che i manifestanti sarebbero finiti in mezzo al traffico, con conseguenze rischiose per gli automobilisti e per loro stessi”.

Quindi l’affondo contro Washington: “Qualcuno negli Usa pensa di dipingere Nemtsov come un martire per i diritti umani, quando invece è stato arrestato per violazione delle norme stradali. Questa reazione così solerte degli americani di fronte ad un reato così insulso ci lascia supporre che  ci troviamo di fronte ad un’azione coordinata, una provocazione per avere un motivo per attaccare la nostra politica”.
“Noi rispettiamo la sovranità americana e non ci permettiamo di interferire con le loro questioni nazionali: ci aspettiamo lo stesso atteggiamento verso la Russia”, ha concluso Kozlovskij.

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