Bielorussia, timori per la sorte degli oppositori

Manifestazioni antigovernative a Minsk

Mentre la Commissione Elettorale Centrale bielorussa conferma la vittoria di Lukashenko con oltre il 79% dei voti, sale la preoccupazione per la sorte dei candidati dell’opposizione arrestati dopo le sommosse che domenica sera hanno scosso il centro di Minsk.
Andrej Sannikov, Nikolaj Statkevic, Grigorij Kostusev e Vladimir Njakljaev sono stati fermati dalle forze di sicurezza e condotti in luoghi segreti, con l’accusa di aver fomentato gli scontri. Njakljaev sarebbe stato addirittura prelevato dall’ospedale in cui si trovava ricoverato dopo essere stato picchiato in piazza, per essere poi trasportato in una località sconosciuta.

Secondo Voice of Russia, molti giornalisti figurano nelle liste dei “desaparecidos”: tra di essi anche Irina Khalip, corrispondente della Novaja Gazeta (il giornale che fu di Anna Politkovskaja) e moglie di Andrej Sannikov, arrestata mentre stava rilasciando un’intervista telefonica. Anche numerosi attivisti di Chartja ’97 e di altre associazioni umanitarie sarebbero attualmente detenuti nelle carceri dei servizi segreti.

In serata il governo britannico ha chiesto alle autorità bielorusse di riferire a proposito della sorte degli arrestati. Condanna per la repressione è arrivata dagli Usa, che respingono l’esito delle urne, anche se gli osservatori dell’Osce, pur condannando la violenta reazione della polizia, parlano di elezioni sostanzialmente regolari.

Felicitazioni a Lukashenko sono invece arrivate dalla Georgia, con cui Minsk “flirta” dalla scorsa estate. Il presidente bielorusso ha però voluto specificare come i buoni rapporti con Tbilisi non debbano essere letti in chiave anti-russa.

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