Polonia, misterioso furto di materiale radioattivo

Il premier polacco Donald Tusk

Un inquietante episodio sta turbando i sonni dell’antiterrorismo polacco: cinque container (ma c’è chi parla di sette) contenenti cobalto radioattivo sono stati rubati mercoledì notte da una vecchia fonderia in disuso nella città di Lublino, nella Polonia orientale. Immediato è scattato l’allarme-terrorismo, poiché il materiale trafugato è cobalto-60, materiale adatto per la costruzione della cosiddetta “atomica sporca”, ovvero una bomba nucleare a basso potenziale ma in grado tuttavia di distruggere il centro di una grande città. E proprio la paura che i container possano finire in mano ad al-Qaeda o a gruppi terroristici della galassia jihadista ha messo in stato di massima allerta le forze di polizia di Varsavia.

L’Agenzia polacca per il Nucleare ha però ridimensionato l’allarme delle prime ore: secondo fonti interne, la sparizione del cobalto-60 non costituisce una minaccia per la popolazione, poiché ne è stata rubata una piccola quantità, insufficiente per la costruzione di un ordigno. Inoltre, il fatto stesso che tale materiale fosse obsoleto (è stato impiegato per anni nella costruzione di congegni di misura) ne impedirebbe l’utilizzo per armi di distruzione di massa.

“Si tratta di vecchi materiali, che non hanno elevata attività radioattiva, – hanno assicurato dall’Agenzia – il solo pericolo, peraltro non mortale per gli esseri umani, ci sarebbe se il cobalto-60 venisse estratto dai contenitori dove si trova adesso. L’Agenzia per il Nucleare esclude a priori il furto con finalità terroristiche, sottolineando che i ladri erano probabilmente interessati ai container più che al loro contenuto: i massicci involucri potrebbero aver fatto gola a ladruncoli improvvisati, con l’idea di impossessarsene per rivenderli come pezzi di metallo.

Il governo polacco ha comunque già provveduto ad informare del furto l’Unione Europea ed i paesi vicini, in linea con ciò che i regolamenti internazionali prevedono in presenza di casi come questo.
In conseguenza di ciò la Croazia ha già alzato i livelli di sorveglianza, di contro il governo tedesco non ha ritenuto opportuno, per ora, un aumento l’allerta nelle operazioni di controllo al confine con la Polonia.

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