Medvedev blocca la nuova legge anti-manifestazioni

Dmitrij Medvedev

Il presidente russo Dmitrij Medvedev ha posto il suo veto sugli emendamenti, approvati dalla Duma lo scorso 22 ottobre, che vanno a modificare la legge sugli scioperi e sulle manifestazioni: le modifiche infatti introducono sanzioni più severe contro chi viola i termini stabiliti dal governo per le manifestazioni pubbliche. In particolare, le nuove norme proibiscono a chi è stato in passato sottoposto a processo per disordini di piazza di organizzare cortei di protesta.
In una lettera inviata Boris Gryzlov e Sergej Mironov, rispettivamente presidenti della Duma e del Consiglio della Federazione (le due camere del Parlamento russo), Medvedev ha motivato il suo veto proprio in riferimento a quest’ultima norma, che andrebbe a violare il diritto a riunirsi liberamente in assemblea, garantito dalla Costituzione.

“I cortei e le manifestazioni pubbliche sono un efficace strumento di pressione sulle autorità statali e locali: il diritto a tenere eventi pubblici è direttamente correlato al diritto dei cittadini a partecipare all’amministrazione dello Stato”, ribadisce Medvedev nella sua lettera.
Per questo, conclude il capo del Cremlino, “le restrizioni alla libertà d’opinione e ad altri diritti sono ammissibili solo per proteggere l’ordine costituzionale, la moralità, la salute, gli interessi legittimi delle persone, nonchè la difesa nazionale e la sicurezza dello Stato: quelle stabilite nella nuova legge federale non perseguono in pieno questi obiettivi”.

Un plauso è giunto alle parole del presidente russo da parte delle associazioni in difesa dei diritti umani che operano in Russia: “Apprezzo questo passo di Medvedev – ha dichiarato Lev Ponomarëv, legale di molti attivisti arrestati – perchè mostra che stiamo rifacendoci ad un modello democratico sotto il quale vivono le persone in Europa e negli Usa”.

Lodi anche da parte di Ljudmila Aleksandreva, capo della sezione moscovita del “Gruppo di Helsinki”, che da anni si batte in difesa dei diritti umani nel mondo.

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